Cultura, Arte e Libri

Atlante delle debolezze, c’è il nuovo libro di Marco Palombi

Intervista a Marco Palombi: Esplorando la vulnerabilità cognitiva delle società nell’era dell’intelligenza artificiale

 

Dopo il successo dei primi due volumi della serie “Atlante delle Debolezze”, e dopo gli articoli sull’impatto dell’introduzione della Intelligenza Artificiale nel mondo del lavoro, l’economista Marco Palombi presenta il suo terzo libro, “AI & Societal Cognitive Vulnerability“. Un’opera che esplora l’impatto dell’intelligenza artificiale sulla vulnerabilità cognitiva delle società moderne. Lo abbiamo intervistato per scoprire di più sul suo ultimo lavoro.

 

D: Signor Palombi, caro Marco, questo è il terzo volume della sua serie “Atlante delle Debolezze”. Qual è il filo conduttore che lega questa serie e in particolare il suo ultimo libro?

 

R: La serie “Atlante delle Debolezze” analizza i punti critici che rendono fragili i nostri sistemi globali. Nel primo volume mi sono occupato della crisi della civiltà statuale per poi dedicarmi al caso di come la polarizzazione affettiva mini le basi della più grande democrazia del mondo, gli USA, e nel secondo di come l’assenza di una “dottrina europea” metta a rischio il Vecchio Continente. Con AI & Societal Cognitive Vulnerability ho ampliato il discorso e le sfide poste dall’intelligenza artificiale, soprattutto in termini di vulnerabilità cognitiva. Viviamo in un’epoca in cui la manipolazione delle informazioni e l’infodemia compromettono la capacità delle società di discernere, reagire e adattarsi a dinamiche complesse.

 

D: Ritiene che l’IA sia principalmente una minaccia o una risorsa per le società?

 

R: L’intelligenza artificiale, come il fuoco o la fissione dell’atomo, è neutrale: dipende da come la usiamo. È un agente di cambiamento, potente come gli altri due. Nel libro esamino in particolare il ruolo dell’IA nei social media, dove gli algoritmi amplificano emozioni e divisioni, creando dinamiche pericolose. Jaron Lanier ha parlato di “maoismo digitale”, e credo che questa definizione sia estremamente accurata al fenomeno a cui stiamo assistendo. Ma, andando avanti nell’osservazione, vediamo che l’IA, quando usata per strutturare il pensiero collettivo, riduce la complessità individuale a una sorta di conformismo di sciame. Questo non solo indebolisce la capacità critica dei singoli, ma rende le società manipolabili su larga scala. Nel libro ne riportiamo alcuni esempi clamorosi.

 

D: Quali sono i rischi principali di queste dinamiche?

 

R: Uno dei fattori più gravi è la perdita di referenzialità. L’IA può minare l’esistenza di valori condivisi e fonti affidabili, polarizzando la percezione della realtà. Questo processo rende le democrazie più vulnerabili alle polarizzazioni interne e alle interferenze esterne. È come se l’umanità fosse diventata inconsapevolmente parte di un gigantesco esperimento sociale, dove chi controlla gli algoritmi controlla il comportamento delle masse.

 

D: Nel libro lancia un allarme importante. Qual è il cuore della sua preoccupazione?

 

R: La mia principale preoccupazione è che ci stiamo muovendo troppo lentamente. L’IA e la sua applicazione sta evolvendo a una velocità che supera le nostre capacità di comprenderla e gestirla. L’obiettivo del libro è sollevare consapevolezza su questi temi e spingere verso un dibattito urgente e multidisciplinare. Non offro soluzioni dogmatiche, ma pongo delle domande: quale tipo di società vogliamo costruire in un mondo sempre più governato dagli algoritmi? Come possiamo preservare la nostra autonomia decisionale?

 

D: A chi si rivolge il suo libro?

 

R: A chiunque voglia comprendere il nostro presente e il futuro che ci attende. Mi rivolgo a decisori politici, accademici, imprenditori, ma anche e soprattutto ai cittadini di questa nuova globalità. L’IA non è un tema tecnico, è un tema umano: riguarda tutti noi e il modo in cui viviamo, pensiamo e ci relazioniamo.

 

D: Un ultimo messaggio per i lettori?

 

R: La vulnerabilità cognitiva è un dato reale, ma non ineluttabile. Possiamo e dobbiamo agire. È fondamentale investire in educazione, trasparenza e politiche che promuovano un uso etico e responsabile dell’IA. Il tempo per riflettere è finito: è il momento di agire.

 

Il libro “AI & Societal Cognitive Vulnerability” di Marco Palombi è già disponibile in versione Kindle e cartacea su amazon al seguente indirizzo:  https://amzn.eu/d/9QRHKgW

 

Marco Palombi è anche il Presidente del Dipartimento Economia del PPI

Related posts

Musica: Umberto Tozzi dice addio alle scene con “L’Ultima Notte Rosa – The Final Tour”

Redazione Ore 12

DAL 6 AL 14 GIUGNO 2026 LA XII EDIZIONE DELLE GIORNATE DELLA LUCE. ROBERTA TORRE PRESIDENTE DI GIURIA

Redazione Ore 12

Torna al cinema dal 29 novembre in 50 sale in tutta Italia “Senza Fine”di Elisa Fuksas con l’indimenticabile Ornella Vanoni un omaggio a una delle artiste più amate di sempre della musica italiana con Vinicio Capossela, Samuele Bersani e Paolo Fresu I Wonder Pictures e Unipol Biografilm Collection

Redazione Ore 12