“Non sto parlando con nessuno per rispetto alla Procura. Faccio presente che l’attentato è stato fatto a ottobre e il sondaggio è stato fatto a giugno. Sarei stato un imbecille, o ho sbagliato il calendario. E se l’avessimo fatto assieme saremmo stati deficienti”. Così Walter Lavitola intervistato dal Tg1 sul caso Ranucci. “In ambienti internazionali democratici socialisti in cui ho militato tutta la vita mi hanno fatto vedere un sondaggio per potenziali e attuali leader di tutta Europa e tra questo Sigfrido. L’ho invitato a pranzo e gli ho raccontato, lui mi ha mandato a quel Paese, ho insistito un po’ ci sarà anche una caterva di messaggi – ricorda – alla fine l’ho sfidato e lui mi ha corretto quattro domande”. Sul factotum “spiegherò tutto alla procura, non so che sperare ma mi ha detto che rientrava”. Quanto alle affermazioni di Ranucci, “il solo fatto che ha messo quel se mi inizia a far mettere in discussione se c’è o non c’è quest’amicizia, in più si poteva evitare di dire la cosa di mio figlio che il motivo della mia gratitudine nei suoi confronti”.
