Economia e Lavoro

Banche: Cisl, trasformare risparmio privato in leva stabile per la crescita

“Trasformare il grande risparmio privato delle famiglie in una leva stabile per la crescita produttiva, investimenti industriali, innovazione e sviluppo”. È la proposta rilanciata oggi in un intervento su ‘L’Economia del Corriere della Sera’, dalla segretaria generale della Cisl, Daniela Fumarola e dal segretario generale della First Cisl, Riccardo Colombani. “La ricchezza finanziaria delle famiglie italiane supera oggi i 6mila miliardi di euro. Una quota significativa resta però immobilizzata in depositi a bassissimo rendimento oppure prende la strada dei mercati esteri, senza produrre effetti concreti sulla competitività del sistema produttivo nazionale. Nel frattempo, le piccole e medie imprese – ossatura dell’economia italiana – incontrano crescenti difficoltà di accesso al credito e ai capitali necessari per affrontare le transizioni digitale, ambientale e tecnologica”, osservano Fumarola e Colombani. “È evidente che la sola finanza pubblica non può sostenere questo fabbisogno. Il PNRR ha rappresentato una straordinaria occasione di rilancio, ma le sue risorse non saranno permanenti. Per evitare che, esaurita quella spinta, il Paese torni a una crescita debole e frammentata, serve una strategia strutturale capace di mobilitare capitali privati in modo sicuro, trasparente e orientato all’economia reale”, aggiungono i due sindacalisti della Cisl. “Da qui nasce la proposta del Fondo nazionale di investimento nell’economia reale: una piattaforma pubblico-privata in grado di mettere in relazione il risparmio delle famiglie con le esigenze produttive del Paese. Il progetto prevede il coinvolgimento di Cassa Depositi e Prestiti, sistema bancario e assicurativo, cioè degli attori che possiedono le competenze e la prossimità territoriale necessarie per selezionare investimenti sostenibili e accompagnare la crescita delle imprese. La proposta si fonda su alcuni criteri essenziali: adesione volontaria, garanzia integrale del capitale entro soglie definite, orizzonte di investimento di medio-lungo periodo e vincoli temporali chiari per evitare operazioni speculative. L’obiettivo è creare uno strumento affidabile, accessibile e orientato alla stabilità, capace di generare rendimento per i risparmiatori e, insieme, nuova capacità produttiva per il Paese. In questa prospettiva, anche la possibilità di sviluppare un mercato secondario regolato potrebbe contribuire a garantire liquidità e trasparenza agli investimenti”, aggiungono i leader di Cisl e First Cisl. “Ma c’è anche un aspetto più profondo che merita di essere sottolineato. La partecipazione del risparmio alle politiche di sviluppo nazionale rappresenta una grande occasione di rafforzamento della democrazia economica e sostanziale del Paese. Significa consentire ai cittadini di diventare parte attiva delle scelte che determinano crescita, innovazione, lavoro e coesione sociale. Vuol dire creare un legame più forte tra risparmio privato e interesse collettivo, superando una visione puramente finanziaria della ricchezza e restituendo centralità alla responsabilità condivisa nello sviluppo nazionale. Anche una riallocazione limitata della ricchezza finanziaria nazionale potrebbe generare decine di miliardi di nuovi investimenti produttivi. Sarebbe quello “shock positivo” richiamato più volte anche da Mario Draghi: la leva necessaria per restituire all’Italia capacità industriale, autonomia strategica e crescita duratura”, concludono Fumarola e Colombani.

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