Economia e Lavoro

Banco Bpm: Governo contro Unicredit

di Baltazar

Bufera sui paletti del governo che intende esercitare il golden power sull’Offerta pubblica di scambio (Ops) di Unicredit su Banco Bpm.  Bce e  Bankitalia, che avevano dato il via libera all’operazione ora si faranno sentire con Palazzo Chigi, così come la Commissione europea che aveva chiesto delucidazioni al governo sul ricorso al golden power, che permette al Governo  di bloccare o porre condizioni a operazioni finanziarie, che coinvolgono l’interesse nazionale..

Unicredit prende tempo sulla “golden power” del Governo

«L’Offerta è approvata con prescrizioni il cui merito non è chiaro. Unicredit si prenderà il tempo necessario per valutare la fattibilità e l’impatto delle prescrizioni sulla società, sui suoi azionisti e sull’operazione di M&A, relazionandosi, se del caso, con le autorità competenti». Questo il comunicato stampa emesso lo scorso venerdì dalla banca guidata da Andrea Orcel, che replica agli obblighi imposti dal governo sull’operazione di Unicredit su Banco Bpm nel caso andasse in porto l’operazione da 14 miliardi di euro.

Ma l’evidente ostilità  del Governo nei confronti di Unicredit è dimostrata anche dal ministro delle finanze, il leghista   Giancarlo Giorgetti  che aveva prescritto a Unicredit di «cessare tutte le attività in Russia (raccolta, impieghi, collocamento fondi prestiti transfrontalieri) entro la data di acquisizione del controllo di Banco Bpm» anche se Unicredit da tempo ha smobilizzato le sue attività in Russia passando dagli 8 miliardi prima del conflitto ucraino  a 300 milioni con una perdite per l’11% del valore.

In sostanza più una prova muscolare di Giorgetti/Meloni, ispirata da Salvini e contrastata dal Forzista Tajani che ha fatto mettere a verbale la sua opposizioni alle restrizioni del governo su tutta l’operazione Unicredit .

I veri paletti del Governo sulla operazione Unicredit

IL  governo chiede di «non ridurre per un periodo di cinque anni il rapporto impieghi-depositi praticato da Banco Bpm e Unicredit in Italia, con l’obiettivo di incrementare gli impieghi verso famiglie e Pmi nazionali».

In secondo luogo di «non ridurre il livello del portafoglio attuale di project finance di Banco Bpm e Unicredit in Italia con l’obiettivo di incrementare gli impieghi verso famiglie e Pmi nazionali».

 

Ma dal confronto tra le due banche emerge che i depositi e i conti correnti di Bpm nel 2024 sono stati pari a 102,2 miliardi, contro i 183,9 miliardi di Unicredit in Italia, come sottolinea il Corriere della sera.

 

Tra le considerazioni che portano alle conclusioni finali del documento c’è che «Unicredit applica in Italia un rapporto depositi/impieghi sensibilmente più basso di quello praticato da Banco Bpm; l’ammontare degli impieghi destinati da Unicredit al mercato italiano si è sensibilmente ridotto negli ultimi cinque anni». E infine Unicredit «concentrerebbe il proprio supporto creditizio sulle grandi imprese». Insomma Unicredit non solo fa grosse operazioni ma quasi quasi non è più neppure una banca Italiana, il che ispira una posizione di nazionalismo vecchio stampo in un mondo dell’alta Finanza ormai globalizzato.

Dubbi e perplessità  sull’operazione del Governo

Il quotidiano Repubblica  fa notare che “La sfera naturale di applicazione del golden power è quella del pregiudizio alla sicurezza e all’ordine pubblico, che sembrano tuttavia mancare almeno nei primi tre punti indicati dal provvedimento su Unicredit.  In pratica, in questo modo si può infilare di tutto, dalla sanità alla stabilità finanziaria”.

 

Inoltre la  Corte di giustizia Ue, a sua volta, ha fissato dei limiti sostenendo che l’interesse generale deve essere interpretato “restrittivamente”, tenendo presente il limite della “ragionevolezza” e della “proporzionalità”. E, soprattutto, non deve avere come oggetto “interessi economici”.

 

Se in caso di denuncia la Commissione non fosse  convinta, potrebbe avviare una procedura di infrazione nei confronti dello Stato italiano per uso distorto del golden power in una operazione del Governo che avvia un procedimento ostile a Unicredit, un precedente non di poco conto nel settore del Credito.

 

Nel frattempo mentre Salvini si agita in difesa dei sacri interessi nazionali Orcel se la ride, consapevole che i vincolidella UE sono molti e la faccenda andrà per le lunghe.

Related posts

Istat, in saliscendi il clima di fiducia per consumatori e imprese. Le reazioni di imprese e consumatori

Redazione Ore 12

Confindustria rinvia la ripresa e contabilizza un crollo delle produzioni dell’11% nel 2020 : “Forte rimbalzo del Pil solo nel terzo trimestre”

Redazione Ore 12

Verso un nuovo venerdì senza trasporti e non solo

Redazione Ore 12