Economia e Lavoro

Bankitalia: Panetta, politica monetaria si adatti a economia in continua evoluzione

di Marzio Scipione

“Gli shock dell’offerta rappresentano una sfida da lungo tempo per la politica monetaria. Oggi, tuttavia, stanno diventando più frequenti, più persistenti e più strettamente intrecciati con le trasformazioni strutturali dell’economia globale. In questo contesto fluido, le banche centrali devono continuare a migliorare il modo in cui interpretano gli shock, valutano la loro trasmissione e prendono decisioni in condizioni di incertezza. La politica monetaria deve adattarsi a un’economia in continua evoluzione”. Così il governatore di Bankitalia, Fabio Panetta, intervenendo alla conferenza conclusiva del Network ChaMP (Challenges for Monetary Policy Transmission in a Changing World), ospitata dalla Banca d’Italia a Roma, presso il Centro Convegni Carlo Azeglio Ciampi.

Shock energetico non va ignorato ma non è replica 2022

L’attuale shock energetico “non è una replica del 2022” dato che “la domanda è più debole” e “i tassi di interesse reali sono più alti”. Inoltre, “lo shock ha colpito i prezzi del petrolio più di quelli del gas; questo è importante perché i prezzi del petrolio tendono a generare effetti inflazionistici più deboli e meno persistenti rispetto ai prezzi del gas. Anche l’economia dell’area euro è cambiata: la sua capacità di importare gas naturale liquefatto è aumentata, consentendo una maggiore diversificazione dei fornitori; la quota di energie rinnovabili nella produzione di elettricità è cresciuta. Questi sviluppi hanno ridotto – pur non eliminando – la vulnerabilità dell’area euro agli shock energetici”, ha aggiunto Panetta, secondo il quale “la Bce deve muoversi tra questi due estremi. Non deve né liquidare lo shock come temporaneo, né reagire come se l’economia si trovasse nella stessa situazione di quattro anni fa”.

Bce eviti percorso predeterminato su tassi

“I negoziati in corso tra Stati Uniti e Iran potrebbero portare a prezzi dell’energia inferiori rispetto a quanto previsto nelle proiezioni di base di giugno” della Banca Centrale Europea. Tuttavia “le prospettive rimangono fragili. I rischi al rialzo per l’inflazione continuano a coesistere con i rischi al ribasso per la crescita. Ciò richiede un monitoraggio costante degli sviluppi geopolitici, dei mercati energetici, delle catene di approvvigionamento, dei salari e delle aspettative di inflazione. Richiede inoltre che la politica monetaria eviti di impegnarsi in un percorso predeterminato”.

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