Politica

Centrosinistra: mercoledì i leader insieme a Napoli, ‘a settembre il tavolo per il programma’

Riavvolgere il nastro del lavoro fatto sin qui, ripercorrere la strada fatta insieme e dare un ‘sequel’ alla foto scattata lo scorso 16 giugno, in un ristorante a due passi da Piazza Navona.

Elly Schlein, Giuseppe Conte, Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni si ritroveranno mercoledì in Piazza del Gesù a Napoli, per rendere plastico che il cantiere dell’alternativa “è partito da un pezzo”. “Noi ci siamo – ragionano gli sherpa, sempre in contatto tra di loro – il lavoro va avanti ogni giorno”.

Ad introdurre i leader saranno il governatore della Campania Roberto Fico e il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi, poi i quattro si alterneranno sul palco. Il perimetro programmatico, come i diretti interessati amano ripetere dal giorno dopo il referendum, è già delineato: l’ombrello, insistono gli alleati, è quello della Costituzione, difesa in occasione della riforma della Giustizia, poi bocciata, e “minacciata dall’autonomia differenziata così come dalla legge elettorale”. Il 15 luglio, poi, mentre alla Camera proseguirà la battaglia contro il Bignami bis, il campo progressista – o ‘l’Alleanza per la Costituzione e la democrazia’, come proposto da Conte – si trasferirà, a Padova. A fine settembre, invece, i leader hanno segnato nelle loro agende l’appuntamento per il tavolo programmatico. “Il nostro dovere è farci trovare pronti” al voto anticipato “in qualsiasi momento. Per questo da settembre costruiremo insieme il programma dell’alternativa”, dice chiaro Schlein. Il 19 e 20 settembre, a Milano, il M5S chiuderà il percorso di ascolto, con iscritti e cittadini, ma Conte non prevede per questo slittamenti a ottobre dell’appuntamento con gli alleati: “Io dico anche a fine settembre. Una volta che termina il processo di Nova, saremo in condizione di portare questi risultati e di confrontarci con le altre altre forze politiche per esaminarli insieme”, assicura. Anche al centro qualcosa comincia a muoversi, anche se Ernesto Maria Ruffini stoppa con un lapidario “non ne sono a conoscenza”, la proposta di un coordinamento tra le forze centriste lanciata nei giorni scorsi dal fondatore di Progetto civico Italia Alessandro Onorato.   Prima il programma, a partire da quello la coalizione e, infine, il leader. Questa la tabella di marcia. Matteo Renzi, che in piazza non ci sarà (ma in tutta Italia saranno presenti i banchetti di Iv per la campagna anti Meloni ‘Quando c’era lei’ e la raccolta delle firme per le preferenze), continua a ripetere: “Nel 2027 la partita è molto semplice: se la sinistra sta insieme, vince la sinistra. Se stai diviso, Meloni si prende il Quirinale”. “L’alleanza progressista nelle Regioni c’è e sta già governando bene. Da lì non si restringe, al massimo si allarga”, lo rassicura Schlein, che per la scelta della leadership ribadisce:  “O faremo l’accordo per chi prende un voto in più o per la forza che ha più consenso o faremo le primarie, a cui io mi sono già dichiarata disponibile”. Non la pensa esattamente così Conte:  “Le primarie possono essere un ottimo strumento per alimentare il processo di partecipazione e allargare anche il perimetro della nostra coalizione facendo partecipare i cittadini. Poi ovviamente di fronte a chi dice che l’unica alternativa è scegliere il partito che ha più voti, dico che non l’abbiamo fatto mai per le Regionali perché si cerca quello più competitivo. Quindi se proprio dobbiamo poi valutare altri criteri, non c’è solo un’alternativa, ma più alternative. Sono tutte questioni – assicura – che affronteremo a tempo debito”.

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