Economia e Lavoro

Bce: Ft, governi Ue al lavoro su ‘pacchetto’ per il dopo-Lagarde e nuovi vertici

I governi dell’Eurozona stanno negoziando un “grande pacchetto” per definire entro la fine dell’anno i nuovi vertici della Banca centrale europea, in vista della scadenza dei mandati di tre delle principali figure dell’istituto. Lo scrive il Financial Times, secondo cui la presidente Christine Lagarde dovrebbe annunciare entro la fine dell’anno la sua intenzione di lasciare la Bce all’inizio del 2027, prima delle prossime elezioni presidenziali francesi. Nel 2027 scadranno inoltre i mandati di otto anni del capo economista Philip Lane e della componente del Comitato esecutivo Isabel Schnabel. “L’obiettivo è avere un grande pacchetto concordato entro la fine dell’anno”, ha detto al Ft un diplomatico Ue informato sui negoziati. Un’altra fonte ha confermato che sono in corso “consultazioni strategiche” e che i governi devono prendere decisioni su diversi importanti incarichi economici europei. La partita per la successione di Lagarde è ancora aperta e vede tra i principali candidati Pablo Hernández de Cos, presidente della Banca dei regolamenti internazionali, e l’ex governatore della banca centrale olandese Klaas Knot. Anche il presidente della Bundesbank Joachim Nagel avrebbe espresso interesse, ma la sua candidatura sarebbe considerata poco probabile, anche perché sarebbe senza precedenti avere contemporaneamente un tedesco alla guida della Bce e un altro alla presidenza della Commissione europea. Secondo il Ft, il sostegno a Nagel a Berlino sarebbe inoltre tiepido. La Germania starebbe valutando diversi candidati per la successione di Lane come capo economista della Bce, incarico considerato il secondo più importante dopo quello di presidente. Tra i nomi discussi figurano l’economista di Princeton Markus Brunnermeier, la docente di Stanford Monika Piazzesi e l’ex economista senior del Fmi Tobias Adrian. Un presidente della Bce di un altro Paese, accompagnato da un forte capo economista tedesco, sarebbe una possibile soluzione per Berlino. Anche la Francia punta però all’incarico di capo economista, con la vicepresidente della Banque de France Agnès Bénassy-Quéré e l’ex capo economista dell’Ocse Laurence Boone tra i nomi considerati. Un eventuale capo economista francese insieme a un presidente spagnolo sarebbe difficilmente accettabile per Berlino, mentre Parigi potrebbe opporsi a una combinazione con un presidente olandese e un capo economista tedesco.  Secondo il Ft, non è escluso che alla fine emerga un candidato a sorpresa, come avvenne nel 2019 con la candidatura di Lagarde, proposta dall’allora presidente francese Emmanuel Macron. Anche l’ex governatore della Banque de France François Villeroy de Galhau è stato indicato come possibile nome a sorpresa. Lagarde aveva già escluso, dopo l’inizio della guerra in Iran, la possibilità di lasciare anticipatamente la Bce in una fase di turbolenza economica. A giugno aveva però affermato che la situazione avrebbe potuto cambiare qualora le condizioni fossero migliorate. Alla conferenza stampa della scorsa settimana, la presidente ha detto che sul suo futuro “non c’è nulla da riferire”. Secondo due fonti citate dal Ft, il consiglio del World Economic Forum potrebbe votare già il mese prossimo o a novembre sulla nomina di Lagarde alla guida dell’organizzazione. La presidente della Bce potrebbe quindi annunciare la sua partenza alla riunione di politica monetaria di ottobre.

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