Economia e Lavoro

Benzina e record dei prezzi, le accise parte fondamentale del costo

 Secondo l’ultima rilevazione del Ministero dello Sviluppo economico, aggiornata al 7 marzo, il prezzo medio della benzina è salito a 1.953,14 euro ogni mille litri. Si tratta dell’84,28% in più rispetto alla precedente rilevazione del 28 febbraio. Questo aumento è frutto di tre fattori: l’incremento del prezzo del petrolio, l’effetto del cambio tra euro e dollaro e la combinazione dell’accisa sul carburante e dell’Iva. I primi due sono influenzati dal conflitto in Ucraina. Il terzo è l’unico aspetto su cui il governo può ed è stato chiamato ad intervenire. Le accise sono imposte sulla fabbricazione e vendita di prodotti di consumo. Come ricorda il sito di fact checking Pagella Politica, in passato i governi ne hanno fatto ampio uso per fare cassa, fronteggiare guerre e varie emergenze. Per esempio, negli anni Trenta il prezzo della benzina crebbe per finanziare le spese belliche in Etiopia ma già quattro mesi dopo la fine del conflitto, la tassa sulla vendita della benzina venne rivista al ribasso. Sono state poi introdotte imposte per supportare la ricostruzione successiva al disastro del Vajont, per fronteggiare le conseguenze dell’alluvione di Firenze e di terremoti come quello del Friuli e dell’Irpinia.   Oggi non si parla più di accise sul carburante, ma di un’unica accisa. Dal 1995, infatti, non si fa più distinzione tra le varie componenti di questa imposta e le risorse che ne derivano non finanziano specifiche attività, ma tutto il bilancio statale, come ha confermato il Ministero dello Sviluppo Economico a Pagella Politica.  Negli anni il valore dell’accisa sui carburanti è cambiato più volte, e non sempre in un’unica direzione. Ci sono stati anni in cui è salito e altri in cui è sceso. Il motivo per cui spesso si parla di un intervento in questo senso è l’impatto che queste imposte hanno sulle nostre tasche. Secondo l’ultima rilevazione del Ministero della Transizione ecologica la combinazione dell’accisa e dell’Iva pesa per il 55,3% sul prezzo finale della benzina.

Un altro dato utile arriva da Adn, l’Agenzia delle Accise, Dogane e Monopoli. In una tabella pubblicata sul sito e aggiornata al primo gennaio, si legge che l’accisa sulla benzina è pari a 728,40 euro per mille litri.  Secondo un report dell’Unione Energie per la Mobilità citato dal Post, sono proprio le accise e l’Iva a rendere la benzina così costosa. In Italia, il suo prezzo è di 3,9 centesimi più alto rispetto alla media europea, ma senza le tasse costerebbe 6 centesimi in meno rispetto al resto d’Europa.

Ritoccarle potrebbe ridimensionare l’impatto dei rincari ma farlo ha un costo. Come riporta Unem in una sua relazione, “per quanto riguarda la tassazione complessiva (accise + IVA), nel 2020 le entrate fiscali derivanti dai prodotti petroliferi si stimano pari a circa 31,8 miliardi di euro”. L’anno prima, il gettito era stato persino di 7,6 miliardi più alto.

emergenza energia ore 15.37

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