Economia e Lavoro

Biocarburanti, lo scivolone della filiera: molte aziende denunciano rischi per la produzione

 

Diverse associazioni del settore dei biocarburanti lanciano un allarme sulla continuità della produzione. “La sempre più forte difficoltà nell’approvvigionamento delle materie prime, dovuta sia all’attuale e prolungata congiuntura rialzista dei mercati internazionali delle commodities combustibili, sia alla scarsità di prodotto causato dai recenti divieti alle esportazioni imposti da alcuni dei principali Paesi produttori degli oli vegetali, rischia di rendere insostenibile la continuità operativa degli impianti”. Lo affermano in una nota, Assoebios, Anpeb, Elettricità Futura e Assitol, associazioni rappresentative delle aziende che utilizzano bioliquidi certificati sostenibili per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili. “La situazione attuale ha già portato alla chiusura degli impianti di piccola taglia e rischia di causare il blocco totale delle attività, non più sostenibili dal punto di vista economico, con conseguente enorme danno sia al tessuto occupazionale, che al sistema energetico nazionale. Infatti – continuano le associazioni – questi impianti contribuiscono in maniera determinante alla stabilità della rete, in alcuni casi fornendo direttamente energia a imprese energivore e operano spesso in contesti economicamente fragili. Si tratta chiaramente di un rischio che il Paese non può permettersi nell’attuale situazione, dove si rende sempre più necessaria una minore dipendenza dal gas”. “È quantomeno necessario un intervento del governo a sostegno del settore – concludono – per evitare che la crisi diventi irreversibile, con conseguenti ricadute negative dal punto di vista occupazionale”.

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