Esteri

Birmania, proteste senza fine contro i militari golpisti

A protester flashes the three-fingered salute while holding a sign with an image of deposed Myanmar leader Aung San Suu Kyi in Yangon, Myanmar on Sunday, Feb. 7, 2021. Thousands of people rallied against the military takeover in Myanmar's biggest city on Sunday and demanded the release of Aung San Suu Kyi, whose elected government was toppled by the army that also imposed an internet blackout. (AP Photo)

La polizia birmana ha sparato ancora una volta proiettili di gomma per disperdere i manifestanti a Yangon (ex Rangoon), dopo che ieri l’ambasciatore del Paese asiatico presso le Nazioni Unite (Onu) ha rotto i ranghi e lanciato un accorato appello all’azione contro la giunta militare.   La Birmania è scossa da un’ondata di proteste a favore della democrazia da quando il golpe dell’esercito ha rovesciato la leader civile Aung San Suu Kyi l’1 febbraio. Non è chiaro se siano stati usati anche proiettili veri nelle repressioni. Nelle ultime giornate di protesta si erano contate le prime vittime e decine di feriti, alcuni dei quali in ricoverati in ospedale in condizioni serie. 

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