Un risultato importante, quello delle primarie che si sono svolte ieri sotto le Due Torri, in particolare per i dirigenti del Partito democratico che ora, dopo mesi di screzi e il rischio di spaccature al proprio interno, possono tirare un sospiro di sollievo. E possono, con una falcata, accelerare sulla rappacificazione con quella sinistra che proprio in Emilia-Romagna ha cominciato a perdere i primi pezzi negli anni passati. “Dobbiamo unire il centrosinistra, in questi mesi abbiamo dimostrato che si può fare – ha spiegato Lepore, prima di alzare i calici nel suo comitato elettorale -. Il Pd e tutta la sinistra” saranno “di nuovo insieme, dopo tanti anni. Questa è la strada premiata dagli elettori”. E poi ancora più in là, immaginandosi subito nuove alleanze: “Questa strada – ha aggiunto – è anche quella del Movimento 5 stelle”. Conti, di Italia Viva, si lecca le ferite e torna a dedicarsi a tempo pieno all’attività di sindaco di San Lazzaro. Ma il suo è solo un arrivederci (“verrà un tempo, verrà un momento”) a “qualcosa” di ancora non chiaro. Sarà una lista civica a sostegno di Lepore? “Abbiamo raggiunto un risultato insperato – ha commentato, dopo essersi complimentata con il vincitore -. Il nostro sogno proseguirà unendo le forze con i nostri ex avversari e oggi fratelli per proporre alla città la migliore politica. Il mio sogno era di essere la sindaca della città più straordinaria della terra. Verrà il tempo, verrà il momento. Sono convinta che i nostri slanci e i nostri valori sopravviveranno se continueremo a sentirli profondamente in noi, accompagnati dall’urgenza di dare il nostro leale e autentico supporto a tutta la coalizione di centrosinistra”. Si chiude così una campagna elettorale dai toni pesantissimi, durante la quale sono volati stracci dentro il partito di Letta.
