di Sara Valerio
Fino al primo ottobre il centro storico di Roma farà da scenografia a otto monumentali sculture dell’artista colombiano Fernando Botero, per la prima mostra dopo la sua scomparsa, avvenuta nel 2023.
La mostra diffusa “Botero a Roma”, inaugurata a luglio,espone otto opere dalle tipiche figure voluminose, in alcune delle piazze più affascinanti della città. Creazioni imponenti e iconiche che ci restituiscono la peculiare visione del mondo dell’artista, animata da forme allargate e di dimensioni temporali senza limiti; opere che è possibile ammirare da una prospettiva unica, privilegiata e dinamica. Il percorso espositivo inizia dalla Terrazza del Pincio, uno degli affacci più belli di Roma, con Donna distesa (2003) e Venere addormentata (1994), prosegue a piazza del Popolo dove Adamo ed Eva si ergono come colonne vicine all’Obelisco Flaminio e lungo via del Corso con il celebre Cavallo con briglie scolpito nel 2009, passa per piazza San Lorenzo in Lucina con Gatto (1999), piazza San Silvestro con Donna seduta (2000) per arrivare a piazza Mignanelli con Donna seduta, opera del 1991.
La mappa dei luoghi è inoltre proiettata su maxi led, posizionati in zone centrali della città in prossimità delle sculture, affinché l’incontro casuale con una di esse possa trasformarsi nell’occasione per proseguire il percorso alla scoperta delle altre installazioni e delle altre piazze della città.
“L’opera di Fernando Botero è una celebrazione permanente della vita”, così Lina Botero, figlia dell’artista e curatrice della mostra, in occasione della presentazione,“l’arte – ha continuato, citando le parole del padre – deve produrre soprattutto piacere”. Deve essere “un’oasi di gioia nelle difficoltà della vita. Per Botero il più grande regalo era vedere il sorriso sul volto di chi apprezzava la sua opera.Questa mostra rappresenta la prima grande esposizione dopo la scomparsa di mio padre il 15 settembre dello scorso anno. Sarà la prima di molte altre perché il nostro impegno – ha sottolineato – è di continuare a promuovere il suo straordinario talento artistico”.
Nato a Medellin, in Colombia, nel 1932, Botero tiene la sua prima mostra personale nella Galería Leo Matiz a Bogotà a soli 19 anni. Nel 1952, viaggia in Europa, prima in Spagna e poi in Italia, dove studia le opere dei pittori del Rinascimento Italiano, in particolare Piero della Francesca e Paolo Uccello. Durante questo periodo razionalizza la sua inclinazione naturale verso il volume, che era evidente anche nei suoi lavori precedenti, ispirati in parte dall’arte precolombiana e coloniale spagnola. Le sue sculture e i dipinti sono caratterizzati da uno stile unico, fatto di proporzioni gonfie, testimoni orgogliosi dell’ossessione per il volume, per la satira e il commento politico.
“L’Italia era la seconda patria di mio padre e Roma una città straordinaria che influenzò il suo modo di fare arte” – prosegue Lina Botero. L’artista era affascinato dalla pittura di Piero della Francesca e dall’abilità degli artigiani che lavoravano il marmo in Toscana. Abitò a Firenze dove studiò l’arte italiana e negli anni Ottanta comprò casa a Pietrasanta, dove tutte le estati nel suo atelier scolpiva il marmo.E poi il successo con quel suo stile inconfondibile di arrotondare le forme, razionalizzando il fascino del volume, e le tante le mostre in Italia: a Venezia, Verona, Bologna, Milano e ora Roma. “Credo che nulla avrebbe potuto fargli più piacere che vedere le sue sculture monumentali esposte oggi nel cuore di questa città straordinaria, con cui aveva un legame speciale. Sono opere già esposte in luoghi iconici nel mondoma per la prima volta sono riunite sotto il cielo di Roma che, dopo questa mostra diffusa, ospiterà dal 16 settembre a Palazzo Bonaparte un’esposizione di disegni e pitture di mio padre, un altro aspetto rilevante della sua arte“, conclude.
“Botero a Roma” è curata da Lina Botero e realizzata dalla Fernando Botero Foundation in collaborazione con Il Cigno GG Edizioni, BAM Eventi d’arte e Il Cigno Arte.
