È un’indagine che si sdoppia fra l’estero e l’Italia quella degli inquirenti che cercano Giacomo Bozzoli, latitante da ormai una settimana dopo la condanna definitiva all’ergastolo decisa dalla Cassazione per l’omicidio dello zio Mario, gettato nel forno di fonderia di famiglia l’8 ottobre 2015 a Marcheno. Gli inquirenti sono convinti che il 39enne bresciano avesse pianificato la fuga in ogni dettaglio e, in attesa di ricevere le immagini delle telecamere a circuito chiuso degli alberghi di Cannes e Marbella dove è stato registrato il documento di Bozzoli, stanno cercando di ricostruire eventuali spostamenti interni in Spagna e Francia. Non si esclude che possa essersi imbarcato su una nave dopo essersi liberato della Maserati Levante usata per lasciare l’Italia. L’ultima presenza tracciata è a Marbella. Marbella si trova esattamente di fronte al Marocco: in traghetto ci vogliono poche ore per passare da un continente all’altro. Ma soprattutto, da Marbella, in un’oretta si arriva a Gibilterra. E da lì di ore di navigazione non ne servono neanche due per espatriare. E di traghetti, navi mercantili e metodi per arrivare sull’altra sponde ce ne sono davvero tanti, soprattutto per chi ha una grande disponibilità economica (come Bozzoli) o magari un’auto da lasciare in pegno. Per questo non si esclude che possa essersi imbarcato per il Marocco e lì prenderlo potrebbe essere davvero difficile.
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