L’uso delle auto a noleggio da parte dell’ex procuratore aggiunto di Pavia, Mario Venditti, sarebbe stato “più che lecito” e lo avrebbero confermato “tutti i pm” e i suoi ex colleghi “convocati” a testimoniare oggi in Tribunale a Brescia. Lo ha detto Domenico Aiello, legale dell’ex magistrato, al termine dell’udienza per l’incidente probatorio nell’inchiesta sul ‘sistema Pavia’ che vede Venditti indagato di corruzione in atti giudiziari e peculato con l’accusa di aver ricevuto “pranzi” presso il ristorante ‘Da Lino’, vendita di auto a “prezzo inferiore a quello di mercato” e “manutenzione gratuita” da parte delle società Esitel e CR Service di Cristiano D’Arena (indagato) in cambio del noleggio “pressoché esclusivo” alle due imprese degli “apparati di intercettazione” da parte della Procura pavese e dell’affitto di veicoli in “misura incongrua” alle reali “esigenze investigative” e destinati a un “uso privato” del magistrato al di fuori delle indagini. Davanti al gip Marco Vommaro lunedì mattina sono comparsi pm ed ex pm dell’ufficio pavese chiamati a testimoniare su richiesta di Aiello: Valeria Biscottini, Alberto Palermo, Roberto Valli, Andrea Zanoncelli e Valentina De Stefano, quest’ultima una delle sostitute che oggi indaga su Andrea Sempio e il delitto di Garlasco, vicenda per cui Venditti risponde di un’altra ipotesi di corruzione in un separato fascicolo sempre a Brescia. Nelle loro testimonianze i magistrati avrebbero detto che “tutti i decreti di liquidazione” per le auto a noleggio “sono stati autorizzati e i preventivi debitamente firmati”, riferisce Aiello. Avrebbero fatto i nomi dei rispettivi “collaboratori” (non indagati) che avrebbero “prospettato la necessità di noleggiare le macchine per ragioni di servizio” legate alle indagini in corso. La discussione con la Procura di Brescia si sarebbe incentrata sulla “congruità dei costi” di noleggio, le “esigenze investigative” e “natura e ampiezza delle indagini” che venivano realizzate con quei mezzi. Aspetti che sono stati “confermate da tutti i pm”, prosegue il difensore di Venditti che parla di una fase di indagine in cui vengono segnati “cinque punti a nostro favore”.
Tutti i magistrati obbligati a rispetto sentenze
– “Il magistrato è obbligato al rispetto del giudicato. Tutti i magistrati e tutti i pubblici ufficiali”. L’avvocato Domenico Aiello dopo l’udienza ha anche risposto alla domanda rivolta al suo assistito se, alla luce delle nuove indagini su Garlasco, sia stato giusto chiedere l’archiviazione per Andrea Sempio nel 2017. Quell’archivazione, firmata da Venditti con la ex collega pm, Giulia Pezzino, e l’allora Procuratore, Giorgio Repos, è stata “l’unico presidio di rispetto del giudicato che è una norma fondamentale”, ha detto difensore dell’ex aggiunto di Pavia sottolineando come oggi, a Brescia, non si sia “parlato di Garlasco” (le due inchieste sono scollegate ndr). Aiello ha affermato che al momento “non c’è nulla di nuovo, aspettiamo un’istanza di revisione”.
Red
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