Roma Capitale

Buzzi inaugura il suo pub e saluta la Raggi. Lei replica: “Sono già tornati”

Salvatore Buzzi, personaggio principale dell’inchiesta “Mondo di mezzo”, festeggia la fine della giunta Raggi e posta un video con immagini a ritroso, della sindaca di Roma uscente, che dal saluto sul balcone del Campidoglio con la fascia tricolore da neo eletta prima cittadina, in rewind ritorna in macchina e se ne va (senza fascia). Con tanto di canzonetta che fa “ciao, ciao”. Raggi non perde l’occasione e commenta il video sul suo profilo Facebook con un laconico: “Sono già tornati”. Buzzi intanto festeggia anche i successi già ottenuti (non solo la stampa locale ma – a suo dire – anche il Times di Londra vuole intervistarlo) per la sua nuova iniziativa imprenditoriale: un pub con i panini dedicati alla criminalità, reale o da fiction, il Buzzi’s Burger appena inaugurato a Tor Vergata. Aperto – spiega lui stesso su Fb – con la sua suocera “e altri azionisti vicini al mondo 29 Giugno”, dove “il menù rinnovato si ispira a fatti e personaggi legati ai romanzi e alle fiction che hanno ispirato l’inchiesta Mafia Capitale, la quale, pur rivelatasi un flop assoluto, ha distrutto le nostre vite e quella della Cooperativa 29 Giugno”. Una nuova iniziativa, ché “per le note vicende trascorse non voglio più avere rapporti con la Pubblica Amministrazione” sottolinea su Fb. Così ecco serviti i panini Gomorra, Suburra, Samurai, Mondo di Mezzo, Agro Pontino o Er Terribile, E “nel nostro locale pagheranno tutti: amici, parenti e conoscenti. I pm pagheranno doppio. I giudici triplo”. Dopo che la Cassazione ha fatto cadere l’accusa di associazione mafiosa e chiesto il ricalcolo della pena, la prima Corte d’appello di Roma nel processo bis sul Mondo di Mezzo e su quel sistema di “corruzione sistematica”, ha condannato l’ex ras delle cooperative Salvatore Buzzi a 12 anni e 10 mesi, che ora è in attesa dell’ultimo verdetto della Cassazione. L’iniziativa nel frattempo avviata preoccupa anche Don Ciotti di Libera: “Che ora un’iniziativa del genere si possa realizzare nel nostro Paese è motivo di profonda preoccupazione. È un segno evidente, infatti, di una progressiva banalizzazione e mercificazione del male”.

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