Cronaca

Campobasso: relazione Maugeri su Pietracatella, ricina nel sangue ma non organi

La ricina è stata individuata nei campioni ematici di Antonella Di Ielsi, 50 anni, e Sara Di Vita, 15 anni, morte a fine dicembre, ma non nel contenuto gastrico delle vittime. Emerge dalla relazione del Centro antiveleni Maugeri di Pavia sul caso di Pietracatella, in provincia di Campobasso, dove sono morte una donna di 50 anni e la figlia di 15.
Secondo il verdetto degli accertamenti tossicologici, la sostanza – una proteina tossica presente nei semi della pianta di ricino – è stata rilevata nel sangue delle due donne, a conferma di una esposizione sistemica. Tuttavia, le analisi effettuate sul contenuto gastrico e sui principali organi non hanno evidenziato la presenza della stessa sostanza. Un dato che, sul piano scientifico, non esclude l’ingestione ma rende più complessa la ricostruzione della dinamica, anche alla luce delle analisi negative sugli alimenti sequestrati nell’abitazione. La relazione evidenzia infatti come la ricina sia altamente degradabile e possa non essere più rilevabile nelle matrici originarie a distanza di tempo. Gli investigatori stanno ora concentrando le verifiche sulla possibile via di esposizione, che al momento non è stata individuata.
In campioni vittime c’è ‘firma del ricino’ ma non ricina pura
Va detto poi che nei campioni biologici delle due vittime del caso di Pietracatella – Antonella Di Ielsi, 50 anni, e Sara Di Vita, la figlia di 15 anni – non è stata identificata in modo univoco la ricina nella sua forma integra, ma una serie di tracce riconducibili alla pianta del ricino. I test hanno evidenziato la presenza di lectine del ricino e di frammenti proteici compatibili con la sostanza, una sorta di “firma biologica” che indica con alta probabilità l’origine vegetale del veleno, anche in assenza della molecola completa. Il dato è spiegato dagli stessi esperti con la natura della ricina, una proteina altamente instabile che tende a degradarsi nel tempo, rendendo più difficile l’identificazione diretta nei campioni biologici. Le analisi, ripetute e incrociate tra più laboratori, hanno comunque escluso interferenze con altre sostanze e confermato la compatibilità del quadro con una intossicazione acuta da ricino.
Red

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