“Inutile annunciare 10mila beneficiari se i fondi coprono solo 800 posti. Servono subito psicologi, SerD e risorse reali. Riconoscere la tossicodipendenza come una malattia e non come un vizio è una svolta positiva e un atto di civiltà. Ma una legge non cammina con le buone intenzioni: senza risorse, personale sanitario e un potenziamento dei servizi, questa riforma rischia di rimanere del tutto inapplicata”. È il commento di Samuele Ciambriello, garante campano delle persone private della libertà personale e portavoce della Conferenza nazionale dei Garanti territoriali, dopo l’approvazione definitiva della legge sulla detenzione domiciliare terapeutica. Su 64.773 detenuti presenti oggi in Italia, 20mila tossicodipendenti rappresentando circa un terzo della popolazione detenuta. In Campania, i detenuti tossicodipendenti ammontano invece a 2.125, pari al 26,41% delle presenze totali (8.046). “Da sempre insieme alla Conferenza nazionale dei detenuti abbiamo posto l’attenzione sulla necessità di misure alternative per questa tipologia di detenuti. Riconoscere la malattia – spiega Ciambriello – non cancella la responsabilità penale, ma curare chi soffre di dipendenza è l’unico vero modo per abbattere la recidiva e garantire la sicurezza della collettività. La riabilitazione non può partire all’improvviso una volta fuori. Servono subito più psicologi, psichiatri e operatori dei SerD all’interno delle carceri, altrimenti i detenuti non riusciranno nemmeno a costruire i progetti terapeutici per accedere alle comunità. Il Governo parla di 10mila potenziali beneficiari, ma i 19,4 milioni di euro stanziati coprono appena 800 percorsi. Si rischia di creare enormi quanto illusorie aspettative. Inoltre, la misura non basterà a risolvere l’emergenza del sovraffollamento”. Secondo il portavoce nazionale dei garanti territoriali dei detenuti “c’è la necessità di potenziare gli Uffici dell’Uepe, che già hanno 4.400 persone in affidamento terapeutico, e rafforzare la collaborazione tra servizi territoriali, magistratura e comunità per far funzionare in modo omogeneo in tutto il territorio nazionale la rete dei servizi. L’applicazione reale rischia di bloccarsi per le gravi carenze di organico tra i funzionari giuridici pedagogici, personale dei servizi sanitari nei penitenziari e nei Tribunali di Sorveglianza. Non facciamo il tifo contro la legge, anzi: proprio perché è giusta chiediamo che sia messa in condizione di funzionare. Chiediamo al Governo risorse concrete per Regioni e ASL, organici stabili negli istituti e sostegno alle comunità d’accoglienza, evitandone la trasformazione in carceri decentrate. Solo con cure e reinserimento lavorativo si cambia davvero la vita delle persone. Il vero gesto di clemenza sarebbe quello di un provvedimento deflattivo nei confronti degli 8000 detenuti che devono scontare meno di un anno di carcere”, conclude Ciambriello. Ed ai Garanti arriva immediata la replica da Fratelli d’Italia.
Balboni (FdI), stanziati 20 mln per recupero tossicodipendenti
“Abbiamo stanziato a partire dal 2026, stabilmente, circa 20 milioni di euro per applicare il programma di recupero per tossicodipendenti e alcol dipendenti detenuti, stimiamo che nel primo anno possano accedere fino a 500 condannati”. Lo ha detto a Sky Tg24 il sottosegretario alla Giustizia e senatore di Fratelli d’Italia, Alberto Balboni. “C’è da sottolineare il fatto che alla detenzione domiciliare possano andare non soltanto i condannati ma anche gli imputati, patteggiando con una norma di favore che abbiamo inserito, per cui non entra nemmeno in carcere chi si impegna a partecipare al programma di recupero. Alle critiche di chi non ha mai fatto nulla per questa situazione, rispondiamo che 20 milioni di euro non sono pochi, a regime noi pensiamo di poter avviare a questo processo almeno 1000 condannati all’anno. Da un lato offriamo una chance di recupero a queste persone garantendo loro un aiuto per disintossicarsi e allo stesso tempo evitiamo il tempo vuoto in carcere insegnandogli una professionalità, dall’altro contribuiamo a limitare il sovraffollamento”, ha aggiunto Balboni.
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