Cronaca

Campobasso: sindaco Pietracatella in uffici della Mobile per omicidi ricina

Proseguono anche questa settimana negli uffici della Squadra Mobile di Campobasso le audizioni delle persone informate sui fatti nell’ambito dell’inchiesta sul presunto duplice omicidio di Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita, madre e figlia morte tra il 27 e il 28 dicembre 2025 a seguito di un avvelenamento da ricina. Questa mattina è arrivato davanti agli investigatori coordinati dal dirigente della Squadra Mobile Marco Graziano anche il sindaco di Pietracatella, Antonio Tomassone, recentemente rieletto alla guida del Comune. Secondo quanto appreso, Tomassone è stato convocato come persona informata sui fatti in ragione della conoscenza personale e dei rapporti istituzionali intrattenuti negli anni con Gianni Di Vita, marito e padre delle due vittime. Di Vita, già sindaco a Pietracatella e per 8 anni tesoriere del Pd, è stato infatti consigliere comunale di maggioranza durante il primo mandato amministrativo dello stesso Tomassone, scaduto due settimane fa prima della nuova tornata elettorale nella quale Di Vita non si è candidato. Gli investigatori stanno raccogliendo elementi utili a ricostruire il contesto relazionale, gli stati d’animo e le dinamiche familiari che potrebbero contribuire alla comprensione del caso. L’audizione del sindaco si inserisce nel più programma di ascolto avviato dalla Procura di Larino e dalla Squadra Mobile, che ha già portato all’audizione di oltre 120 persone tra parenti, amici, conoscenti e altre figure ritenute potenzialmente in grado di fornire informazioni utili. Parallelamente proseguono le analisi dei dispositivi informatici sequestrati nell’abitazione della famiglia Di Vita e i nuovi accertamenti affidati al tossicologo Carlo Alessandro Locatelli e al chimico forense Daniele Merli. L’inchiesta, allo stato, procede contro ignoti per omicidio aggravato dalla premeditazione e dall’uso del mezzo venefico.
Sindaco Pietracatella dopo audizione, comunità attende verità
Il Sindaco Tomassone, recentemente rieletto alla guida del Comune, è stato sentito come persona informata sui fatti dagli investigatori della Squadra Mobile coordinati dal dirigente Marco Graziano. All’uscita dagli uffici di via Tiberio, il sindaco non è entrato nel merito delle domande ricevute, riferite ad aspetti legati alla conoscenza della famiglia, ai rapporti personali e alla vita della comunità locale. Tomassone ha detto che la famiglia Di Vita “è molto provata” per quanto accaduto e ha auspicato che l’inchiesta possa portare ad accertare la verità per tutta la comunità di Pietracatella. “Abbiamo capito che i tempi saranno lunghi perché si tratta di un’indagine molto complessa”, ha osservato. L’audizione del sindaco si inserisce nel vasto programma di ascolti avviato dalla Procura di Larino e dalla Squadra Mobile, che ha già portato all’audizione di oltre 120 persone tra parenti, amici, conoscenti e altre figure ritenute in grado di fornire elementi utili alla ricostruzione del caso. Parallelamente proseguono gli accertamenti tecnici sui dispositivi informatici sequestrati nell’abitazione della famiglia Di Vita e le nuove consulenze affidate al tossicologo Carlo Alessandro Locatelli e al chimico forense Daniele Merli. L’inchiesta procede, allo stato, contro ignoti per omicidio aggravato dalla premeditazione e dall’uso del mezzo venefico.
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