Prosegue incessante l’eruzione del vulcano Cumbre Vieja, che da quasi due settimane non dà tregua all’isola di La Palma, nell’arcipelago spagnolo delle Canarie. Gli esperti dicono che è impossibile stabilire con esattezza quanto durerà: le precedenti eruzioni nell’arcipelago, infatti, sono durate settimane o addirittura mesi. L’area circostante è stata evacuata da giorni, mentre le autorità aspettavano che la lava percorresse i sei chilometri e mezzo fino al bordo dell’isola. Mercoledì 29 settembre il fiume incandescente ha raggiunto l’oceano, costringendo i residenti al di fuori della zona di evacuazione a rimanere in casa per scongiurare il rischio di entrare in contatto con i gas tossici rilasciati dal contatto tra la lava e l’acqua. Anche se al momento le immagini della televisione locale mostrano come unica conseguenza dello shock termico grandi nuvole di vapore denso, il governo regionale ha decretato un “raggio di esclusione di 2 miglia nautiche” intorno alla zona interessata dal fenomeno, e il servizio di emergenza dell’isola ha esortato le persone a trovare subito un posto chiuso e sicuro dove ripararsi. Secondo i media spagnoli, gli abitanti dell’area di Tazacorte, un villaggio costiero, erano stati avvertiti del pericolo già lo scorso lunedì, sono stati evacuati e al momento risiedono isolati in casa con l’ordine di tenere porte e finestre ben chiuse. Entrare a contatto con la cenere potrebbe portare effetti negativi sulla salute a livello di occhi, respiro e irritazioni cutanee ma, finora, secondo le rilevazioni fatte dagli esperti del piano di emergenza vulcanica delle Canarie (Pevolca), la qualità dell’aria non è stata intaccata.
