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Cani e gatti, allarme avvelenamenti da nord a sud

La nuova emergenza di questa estate 2021 che per i numeri che si sono visti a giugno rischia di superare per estensione perfino quello degli abbandoni è l’avvelenamento sistematico ed impunito di cani e gatti, in particolare i randagi delle regioni del sud e delle isole il cui numero di ritrovamenti di cani morti sfonda abbondantemente quota 7000 solo nel mese di giugno, a questi occorre aggiungere gli oltre 1600 cani e gatti che sono stati avvelenati in questo mese nelle aree cani, nei parchi, e perfino nei giardini di case private, di questi ultimi circa 500 sono quelli che non ce l’hanno fatta mentre tra i randagi sono la quasi totalità coloro che vengono rinvenuti morti. “Il sistema degli avvelenamenti selettivi che non solo è vietato dalla legge ma considerato un reato penale, viene messo in campo sistematicamente nelle regioni con il maggior numero di randagi presenti- scrive in un comunicato l’associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente AIDAA- spesso con il silenzio colpevole se non la complicità delle amministrazioni locali, che nascondono i reali numeri dei cani e gatti randagi raccolti morti considerandoli semplicemente spazzatura. Diversa la questione degli avvelenamenti nelle città e nei parchi o aree cani che spesso rappresentano azioni isolate di persone singole, mentre molte migliaia di animali del bosco e generalmente selvatici vengono avvelenati in zona di caccia, da chi? lo lasciamo immaginare a voi.Occorre un cambio di passo nella lotta a questo fenomeno, che finisce sulle pagine dei giornali solo in casi eccezionali, e che quasi mai ha dei colpevoli certi e condannati e spesso è sottovalutato sia nei numeri che nelle conseguenze anche dalla comunità e dalle associazioni animaliste”.

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