Cronaca

Caporalato: rimpatriati operai infortunati, Caddell pronta ad aumentare stipendi

di Francesco Floris
(LaPresse) – Chi si infortunava nel cantiere del Consolato degli Stati Uniti di Milano veniva rimpatriato in India. A decidere “per conto” di Caddell Construction era il “responsabile risorse umane”, ora caporale secondo la Procura, Aji Appukuttan, il reclutatore di manodopera nell’inchiesta dei pm Paolo Storari e Mauro Clerici sullo sfruttamento e le doppie buste paga (payslip) fra India e Italia che ha fatto emergere retribuzioni reali fra gli 1-2 euro l’ora e fittizie dichiarate nelle penisola fra i 3-5 euro l’ora, per la riqualificazione dell’ex Tiro a segno da 200 milioni di dollari per conto del Dipartimento di Stato Usa. Il 51enne indiano resta in carcere, ha deciso la gip Angelica Cardi. Non ha creduto alla versione resa in interrogatorio di aver acquistato biglietti aerei per l’India per il 31 maggio 2026 (il controllo giudiziario d’urgenza della multinazionale dell’Alabama è del 29 maggio) e di aver deciso di non imbarcarsi “finchè non si fosse risolta la questione”. “Più verosimilmente” l’uomo avrebbe desistito dopo il fermo a Orio al Serio dell’altro indagato, il turco Ulas Demir. Valorizzate le dichiarazioni di un teste ai carabinieri del Nucleo Ispettorato Lavoro Milano: “Sanno che al 100 per cento” che “se prende l’aereo lo scoprite e lo potete arrestare”.
Più del destino di ‘Aji’ conta quello del colosso dell’edilizia da 1,5 miliardi l’anno, monopolista di ambasciate e consolati per Washington all’estero (e delle strutture carcerarie in patria) anche grazie alla partnership con i turchi di Enka. La gip ha convalidato il controllo giudiziario ordinando al commercialista Francesco Brigatti, nominato amministratore, di controllare il “rispetto” di norme e delle condizioni e di procedere alla “regolarizzazione” della manodopera, impiegata con la formula del distacco intra-societario internazionale. Nel provvedimento si legge che il sistema di sfruttamento non è frutto di “estemporanee iniziative” dei manager di Caddell ma una “consuetudine aziendale”. I manovali interrogati hanno detto la verità: hanno “difficoltà” solo “per sopravvivere”. Le paghe sono “difformi” non solo dal contratto collettivo nazionale dell’edilizia ma “radicalmente incompatibili” con il “valore soglia” della “povertà lavorativa” e con l’articolo 36 della Costituzione volto a garantire una esistenza “libera e dignitosa”. Nel cantiere di piazzale Accursio le condizioni di lavoro sono “degradanti” con “minacce” e “negazioni”. In caso di “infortunio” le “cure e medicinali” vengono somministrati in loco con “l’intimazione di riprendere immediatamente le mansioni”. Lo stipendio è “quasi totalmente esautorato” dal “debito contratto” nella nazione asiatica “per dare inizio al rapporto lavorativo”, le 500mila rupie (5-6mila euro) pagate alla ditta intermediaria di Nuova Dehli, Dynamic House. Gli atti descrivono la “giornata lavorativa” come in “violazione” di leggi su orario di lavoro, ferie, malattia: “12 ore per sei giorni su 7” senza “riposo” imposte a persone per cui quel mestiere è “l’unica occasione di guadagno e sostentamento”. L’interruzione del rapporto li avrebbe inoltre messi in clandestinità con la perdita del permesso di soggiorno.
Un quadro accusatorio che esce rafforzato. La società, assistita dall’avvocato Andrea Puccio, dopo le iniziali resistenze il giorno del ‘commissariamento’ con pretese di extra-territorialità del cantiere reagisce annunciando una “indagine interna” e garantendo collaborazione a inquirenti e autorità locali. E’ stato predisposto un piano preliminare: circa 2000 euro a lavoratore in più a giugno 2026; la restituzione di quanto sottratto per il vitto e l’alloggio, circa 850 euro per pasti in cantiere e soggiorno nei Residence Le Groane di Garbagnate e Residence Ripamonti di Pieve Emanuele; orario che non superi le 48 ore/settimana, straordinari inclusi contro le 60 ore/settimana di maggio 2026. In attesa di soluzioni strutturali è la strada per tornare a percorrere la vita della legalità e del rispetto del CCNL edilizia. Nei distacchi internazionali – utilizzati nelle costruzioni ma anche in sanità e su cui ora Procura e militari del Comando Tutela Lavoro hanno acceso un faro – bisogna adeguarsi alla normativa del Paese di ‘destinazione’ e vanno garantite abitazioni e pasti ai lavoratori.

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