Prima il benessere dei minori: per questo, per la riunificazione della cosiddetta ‘famiglia del bosco’ servono nuove condizioni, evidenziate nei bambini carenziali a livello di istruzione, salute e socializzazione. A metterlo nero su bianco, dopo oltre 6 di osservazione e di test sui 3 minori e sui loro genitori, è la consulente tecnica d’ufficio del tribunale dei minorenni dell’Aquila, in 50 pagine di perizia che completano qualla di 200 pagine già depositata. Una valutazione fondamentale che attesta una ‘immaturità neuropsicologica’ dei bimbi e che evidenzia ‘l’incapacità genitoriale’ di Nathan Trevallion e Catherine Birmingham. I giudici, tra un mese, dovranno pronunciarsi sull’ordinanza con cui lo scorso novembre venne sospesa la responsabilità genitoriale allontanando i 3 bambini, due gemelli di 6 e una piccola fi 8 anni, dai genitori. Agli atti vi è anche la controperizia di parte in cui, dall’inizio della vicenda, si contesta il metodo procedurale. Non sussiste nessun pregiudizio verso lo stile di vita dei genitori, piuttosto un’analisi svolta con correttezza sull’eventuale incidenza che il loro stile di vita educativo può aver avuto sulla crescita dei minori, è stato chiarito dalla ctu. A fronte delle carenze genitoriali riscontrate, l’auspicio con cui si conclude la perizia è che possano realizzarsi quanto prima le condizioni necessarie per il rientro a casa, compatibile con il loro benessere.
Pillon, venute meno tutte le condizioni per allontanamento
“La Ctu ha espresso alcune valutazioni che noi non abbiamo condiviso e che contesteremo, abbiamo già contestato in parte con le repliche, però sono piacevolmente sorpreso dalla parola ‘precoce’ che mi trova molto d’accordo. Devo dire che in queste repliche per tre volte la Ctu racconta l’opportunità di questo rientro il prima possibile”. Così l’avvocato Simone Pillon, legale di Nathan Trevallion e Catherine Birmingham, la coppia nota come la “famiglia del bosco”, a Cinque Minuti in onda questa sera su Rai 1. “La Ctu – ha aggiunto Pillon – individua un percorso che peraltro noi abbiamo già anticipato. I genitori stanno seguendo un percorso di sostegno alla genitorialità, hanno fatto il trasloco nella nuova casa messa a disposizione dal Comune e quindi sono venute a meno tutte le condizioni che avevano portato all’allontanamento”.
