Cronaca

Caso Santanchè: nuovo rinvio al 14/10 per truffa Inps fino a decisione

Nuovo rinvio, in attesa della Corte Costituzionale, per Daniela Santanchè imputata di truffa aggravata ai danni dello Stato. Venerdì mattina, in pochi minuti, la gup Tiziana Gueli ha spostato nuovamente la discussione per l’udienza preliminare in cui la ministra del Turismo con altri 4 imputati del Gruppo Visibilia, fra cui il compagno Dimitri Kunz, è accusata di aver truffato l’Inps per accedere alla cassa integrazione covid durante la pandemia e in particolare a 126.468,60 euro versati dall’ente fra 2020 e 2022 a 13 lavoratori di Visibilia Editore spa e Visibilia Concessionaria srl per 20.117 ore di cig, mentre in realtà avrebbero “continuato a svolgere le proprie mansioni secondo i contratti in corso” e in “smart working”. L’udienza interlocutoria ha preso atto dello stato di pendenza del ricorso del Senato alla Consulta sul conflitto di attribuzione con la Procura di Milano sull’inutilizzabilità di alcuni atti del procedimento e per stabilire se i pubblici ministeri Luigi Luzi e Marina Gravina con l’aggiunto Roberto Pellicano abbiano o meno ecceduto dai propri poteri nel farsi consegnare audio, chat e mail, non intercettate ma registrate da ex dipendenti delle società Visibilia, in cui la ministra del Turismo compare direttamente o come mittente/destinatario (anche in copia) delle comunicazioni. Al centro della decisione c’è l’oggetto del contendere fra politica e magistratura sin dalla sentenza della Consulta ‘Open-Renzi’ nel 2023. Quelle prove sono “documenti”, quindi utilizzabili dalla pubblica accusa in un processo a carico di un parlamentare, oppure “corrispondenza”, equiparabile a “intercettazioni”, completamente nulla in assenza di “autorizzazione” della camera di appartenenza, come prescritto dalla Corte estendendo il perimetro dell’articolo 68 della Costituzione sulle garanzie dei membri di Montecitorio e Palazzo Madama. Nel caso Santanchè, senatrice di Fratelli d’Italia, si tratta di “conversazioni ambientali registrate”, fra 2019 e 2022 da Eugenio Moschini, ex dipendente della rivista ‘Pc Professionale’ edita da Visibilia, consegnate alla guardia di finanza quando è stato sentito come testimone l’8 novembre 2023 e di mail e chat WhatsApp e Telegram, acquisite durante le indagini sia attraverso la testimonianza dell’ex lavoratrice del Gruppo, Federica Bottiglione, sia attraverso la trasmissione da parte della Consob ai militari delle fiamme gialle. Questione posta dal Senato il 24 settembre 2025 e ancora non risolta dai massimi giudici costituzionali. Motivo per cui la gup ha dovuto rinviare al prossimo 14 ottobre, sempre che nel frattempo sia stata emessa un decisione. A quella data saranno trascorsi 2 anni e 5 giorni dall’inizio dell’udienza preliminare. Già ad ottobre la Procura di Milano aveva comunque chiesto di procedere anche senza chat e conversazioni perché gli “elementi acquisiti” durante le “indagini” sarebbero stati sufficienti a mandare Santanchè a processo anche se “impregiudicata” la questione riguardante messaggi e audio, scrivono. Frase che forse prelude a ciò che potrebbe avvenire, fra molti mesi, se la Consulta dovesse estendere il concetto di riservatezza delle comunicazioni di onorevoli e senatori. I pm potrebbero insistere con la richiesta di rinvio a giudizio rinunciando a chat e registrazioni. Le difese a quel punto, fra cui gli avvocati della ministra, Salvatore Pino e Nicolò Pelanda, potrebbero sollevare una nuova questione: se sono inutilizzabili audio e messaggi, per trascinamento lo diventerebbero anche tutti i successivi atti d’indagine basati su quella corrispondenza. Tecnicamente serviranno almeno 6 mesi solo per iscrivere davanti alla Corte Costituzionale il conflitto di attribuzioni sollevato dal Senato su audio e chat di Santanchè. Dopo il voto dello scorso 24 settembre, infatti, Palazzo Madama avrebbe fatto trascorrere ulteriori mesi prima di depositare formalmente il ricorso al Palazzo della Consulta, facendo ulteriormente slittare i tempi tecnici previsti da leggi e regolamenti. Da quanto si apprende è improbabile una decisione della Corte entro il prossimo ottobre e l’udienza preliminare per la presunta truffa all’Inps è destinata a slittare nel 2027.

Related posts

Arte: Restituite al Museo Archeologico Nazionale dell’Umbria oltre 2000 opere trafugate

Redazione Ore 12

Sacra Corona Unita, la Polizia sequestra un locale in provincia di Lecce

Redazione Ore 12

Il generale Vannacci sotto inchiesta per peculato e truffa

Redazione Ore 12