Politica

Caso Sgarbi, il sottosegretario si dimette e attacca

 

“Ho dato le dimissioni da sottosegretario, dopo avere preso atto della mia asserita incompatibilità a parlare d’arte, a fare conferenze, a presentare mostre e artisti. Io non lo ritengo incompatibile, ma prendo atto che quella incompatibilità è stata identificata, come se presentare libri o fare conferenze fosse incompatibile con l’essere sottosegretario. Io preferisco essere libero di parlare di Michelangelo o di Dante e non fare il sottosegretario”. Lo ha detto Vittorio Sgarbi, a margine dell’evento La Ripartenza a Milano, confermando le proprie dimissioni da sottosegretario alla Cultura. Sgarbi ha parlato di una “precisa azione” mediatica per portarlo alle dimissioni, quindi ha denunciato le lettere anonime “che poi il ministro manda all’Antitrust”. “Non sento il ministro Sangiuliano dal 23 ottobre – ha aggiunto Sgarbi – del resto non posso sentire una persona che riceve una lettera anonima e la manda all’Antitrust. Le lettere anonime si buttano via, gli uomini che hanno dignità non accolgono le lettere anonime. L’Antitrust dice: ‘dalle lettere anonime che abbiamo ricevuto’ Le ha inviate il ministro”.

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