Il sistema delle alleanze torna di attualità ed a parlare è uno dei leader della sinistra, Nicola Fratoianni, che in una intervista al quotidiano abruzzese Il Centro, parla sia della sua coalizione che di quella avversaria: “Non mi piace tanto la definizione di Campo Largo, perché è una definizione geografica. In politica, significa dire da dove parti ma non la direzione che stai prendendo. Preferisco altre definizioni Campo progressista, dell’alternativa, quello giusto… Le definizioni si sono sprecate. E sarebbe sciocco, nel mondo che abbiamo di fronte, mettersi a distribuire veti. Peraltro, – prosegue il leader di SI – io e Angelo Bonelli siamo persone che spesso i veti li hanno subiti: non ci piacciono. Per tanto tempo ci hanno detto che non eravamo benvenuti perché eravamo dei pericolosi estremisti. Ma vuole sapere la verità?. Il fatto è che noi non ci rassegniamo alla politica del pragmatismo – uno dei disastri degli ultimi decenni – ma abbiamo l’ambizione della trasformazione. Ripeto: non metto veti. Posso, invece, fare un giudizio sulle scelte. E sento Renzi che a parole è determinatissimo a contribuire alla sconfitta di Meloni e che con le sue ultime scelte in Parlamento sembra andare in questa direzione. Mentre Calenda mi pare che sbandi sempre di più verso l’altra corsia. Ma bisogna stare attenti ad andare contromano: non è salutare. Il problema di Calenda è che ha fatto della lotta al populismo il suo programma. Per lui sono tutti populisti: dice che non potrebbe stare con Conte, me e Bonelli, ma anche con Salvini e Vannacci”. “Ma la politica non è mai neutrale. Nemmeno la vita lo è. In ogni campo facciamo delle scelte sulle quali basiamo le nostre priorità e per noi oggi le priorità sono il salario minimo, la riduzione del lavoro a parità di salario e il ritorno della scala mobile per agganciare gli stipendi dei cittadini all’inflazione, perché l’inflazione ha continuato a crescere e la povertà è aumentata”. Poi Fratoianni fa una valutazione sugli avversari del centrodestra, o meglio come dice lui della destra. Siamo ancora lontani da un partito con la P maiuscola, ma siamo tornati ad aprire le sedi fisiche. Oggi stiamo in mezzo alle persone e le portiamo in piazza. La nostra è una direzione ostinata e contraria, una direzione giusta”. Fratoianni era a Pescara per sostenere il candidato sindaco del Campo largo Carlo Costantini in vista del voto dell’8 e 9 marzo, che interesserà 23 sezioni della città. “Sono stato il primo ad arrivare qui a Pescara dopo la sentenza del Tar sulle irregolarità nel voto per esprimere la mia vicinanza a Carlo. Oggi questa città – aggiunge – ha una grande occasione per ripartire dopo che la destra ha fatto un danno dietro l’altro. Non si può immaginare di costruire la sicurezza spegnendo la città, svuotandola della sua vita. Mi riferisco a una destra climafreghista che non ha un’idea di futuro, di commercio, di tutela dei diritti del lavoro”.
Red
