di Nadia Pietrafitta
(LaPresse) – “Il tavolo dei leader”, invocato a più riprese, anche dai diretti interessati, questa volta c’è. Ad immortalarlo è una fotografia diffusa via social, attraverso un post ‘congiunto’, che segna il cambio di passo – almeno comunicativo – del campo largo. “Noi ci siamo, insieme”, sembra essere il messaggio. Elly Schlein, Giuseppe Conte, Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni – che scatta il selfie – sono seduti a tavola, sorridenti. E’ sempre il leader di Sinistra italiana ad aggiungere la didascalia: “Al lavoro. Per cambiare l’Italia. Segnatevi queste date: 8 e 15 luglio. Ci vediamo presto!”, si legge. Sul tavolo non c’è nulla, se non i cellulari degli altri, quasi a non voler dare troppi indizi. I leader si ritrovano per un “pranzo di lavoro” in un ristorante vicino Campo dei Fiori, che i protagonisti vogliono tenere segreto: “Non voglio bruciarmelo per le prossime volte, anche perché l’ho proposto io”, scherza Conte. In cantiere ci sono due eventi pubblici, aperti alla cittadinanza, uno al Nord e l’altro al Sud, per iniziare a perimetrare le “priorità programmatiche” e rendere evidente e manifesto il lavoro comune già fatto sin qui. Visti i presenti, si notano le assenze. Carlo Calenda punge subito: “Ma Renzi era sotto il tavolo?”, scrive sui social. La risposta dei diretti interessati è chiara: nella foto, seduti al tavolo, ci sono i leader dei partiti che “da un sacco di anni hanno costruito convergenze e proposte”. Di più: “C’è il nucleo base che da tempo lavora insieme”, viene riferito a taccuini chiusi.
Il leader M5S lo dice senza girarci troppo attorno: “Ci siamo noi perché abbiamo lavorato insieme costantemente e con un certo affiatamento”, taglia corto. Renzi, in serata, assicura di non essere arrabbiato: “E perchè dovremmo esserlo ? Non siamo in quella foto perché non facciamo parte di questo gruppo di sinistra-sinistra che ha un consenso importante nel Paese, ma insufficiente a vincere e insufficiente a governare – mette in chiaro – Loro vogliono costituire un nucleo di sinistra-sinistra stretto nella coalizione e hanno tutto il diritto di farlo. Noi siamo un’altra cosa e pensiamo che senza una componente riformista la sinistra non vincerà mai.
Davanti al governo Meloni-Salvini-Vannacci pensiamo che sia giusto costruire un’alleanza programmatica. Ci proveremo, fino alla fine”, assicura.
Conte, in ogni caso, spiega la rotta: “Faremo un evento al Nord e uno al Sud, con i cittadini, per illustrare che non partiamo da zero, che abbiamo fatto un percorso già in questa legislatura, di condivisione di alcuni punti programmatici. Valorizzeremo il percorso fatto e proporremo anche qualcosa di nuovo. E’ un modo anche per ribadire che stiamo lavorando, è la verità. Non era il primo incontro, anche se questa volta lo abbiamo reso noto, però ci sono dei confronti che si sono susseguiti e oggi andiamo avanti nella consapevolezza che adesso tocca a noi”, insiste. Agire mentre il centrodestra è alle prese con la ‘grana’ Vannacci, però, non è un caso.
“Mi pare abbastanza chiaro che ormai dopo il referendum e anche con Vannacci loro stanno implodendo. Però noi dobbiamo fare il nostro percorso. Dobbiamo essere pronti per presentare al Paese un progetto politico e per questo si sta lavorando”, insiste Conte. Sulle città individuate, ancora solo ipotesi: Bologna e Napoli sarebbero scelte ‘sicure’; Milano una sfida; la Puglia una meta estiva di tanti, “anche di Meloni”. La corsa alle Politiche è ufficialmente iniziata.
