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Clima: Ciafani(Legambiente), crisi è dramma, allarme è noto da 40 anni. Giugno mese più caldo di sempre

di Bibbi Lo Fabbro

 

“Siamo nel pieno di quell’emergenza climatica che gli scienziati avevano preannunciato già negli Anni 80. La scienza era stata già chiara 40 anni fa: il Mediterraneo sarebbe diventato un hotspot e l’Italia al centro del mediterraneo ne avrebbe pagato pesantemente le conseguenze. Sono anche arrivati gli uragani mediterranei, ampiamente preannunciati”. Lo dice in una intervista a La Stampa Stefano Ciafani, presidente di Legambiente Italia. “C’è una grande consapevolezza nella cittadinanza (lo dimostrano tutti i sondaggi di opinione). Purtroppo la politica va dietro alla minoranza rumorosa contro la transizione ecologica ed energetica, di cui siamo ostaggi, e non tiene in considerazione la maggioranza silenziosa che vuole accelerare la riconversione ecologica dell’economia”, afferma. C’è poi da dire delle rilevazioni fatte dal Sistema Copernicus.

 

Caldo: media, a giugno in Europa 14.000 morti in più

L’ondata di caldo record del mese scorso ha causato migliaia di morti in tutta l’Europa occidentale, diventando uno dei disastri climatici più letali del continente. Secondo un’analisi di Politico, i dati ufficiali preliminari sulla mortalità e le stime dei ricercatori provenienti dai sei Paesi più colpiti, indicano durante il periodo di caldo estremo almeno 14.000 decessi in più rispetto alla media degli anni scorsi. L’ondata di calore, iniziata intorno al 18 giugno e durata fino al 1° luglio, ha infranto ogni record in diversi Paesi. Le cifre analizzate da Politico includono circa 2.000 decessi in eccesso in Francia, 1.740 in Belgio, 6.800 in Germania e 480 nei Paesi Bassi, oltre a 810 decessi specificamente legati al caldo in Spagna e circa 2.200 decessi dovuti al caldo nel Regno Unito.

Giugno 2026 il più caldo di sempre per l’Europa occidentale

 

Il giugno 2026 è stato il mese di giugno più caldo di sempre per l’Europa occidentale, e il secondo più caldo a livello globale. Questo quanto si evince dal nuovo bollettino del programma di osservazione della Terra dell’Unione europea climate change service (C3s), implementato dal Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine (Ecmwf). Sono state registrate temperature quasi record, trainate da quelle superficiali del mare mai così alte per il mese di giugno. In Europa – viene spiegato – si è avuto un caldo estremo sia sulla terra che sul mare, soprattutto nella parte occidentale. L’ondata di caldo ha battuto record mensili e storici di temperatura in diversi Paesi europei e ha contribuito a gravi impatti sulla salute, inclusi decessi legati al caldo. “Giugno 2026 ha messo in evidenza quanto profondamente stia cambiando il clima – afferma Samantha Burgess, Strategic lead for climate al Ecmwf – l’Europa occidentale ha registrato il giugno più caldo mai registrato e ha continuato a mantenere un calore record nell’oceano globale. Queste analisi riflettono un sistema climatico che continua ad accumulare calore. Il risultato sono ondate di caldo sempre più intense, un oceano costantemente caldo e rischi crescenti per persone, ecosistemi e infrastrutture in tutta Europa e oltre”. Sono state registrate temperature quasi record, trainate da quelle superficiali del mare mai così alte per il mese di giugno. In Europa – viene spiegato – si è avuto un caldo estremo sia sulla terra che sul mare, soprattutto nella parte occidentale. L’ondata di caldo ha battuto record mensili e storici di temperatura in diversi paesi europei e ha contribuito a gravi impatti sulla salute, inclusi decessi legati al caldo. “Giugno 2026 ha messo in evidenza quanto profondamente stia cambiando il clima – afferma Samantha Burgess, Strategic lead for climate al Ecmwf – l’Europa occidentale ha registrato il giugno più caldo mai registrato e ha continuato a mantenere un calore record nell’oceano globale. Queste analisi riflettono un sistema climatico che continua ad accumulare calore. Il risultato sono ondate di caldo sempre più intense, un oceano costantemente caldo e rischi crescenti per persone, ecosistemi e infrastrutture in tutta Europa e oltre”.

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