Roma Capitale

COLLEFERRO – CARABINIERI ESEGUONO ORDINANZA CHE DISPONE LA MISURA DELLA CUSTODIA CAUTELARE IN CARCERE E UN DIVIETO DI AVVICINAMENTO PER ATTI PERSECUTORI NEI CONFRONTI DI DUE UOMINI.

Un fermo immagine tratto da un video dei carabinieri di Roma, 22 agosto 2021: Nella serata di ieri i carabinieri della Stazione Roma Tor Bella Monaca, nell'ambito dei quotidiani controlli antidroga nelle principali "piazze di spaccio" della zona, in poche ore hanno arrestato 3 pusher. I militari hanno sequestrato centinaia di dosi tra cocaina e hashish pronte per essere smerciate ai loro "clienti" in cerca di sballo. A finire in manette per prima è stata una donna romana di 33 anni, con precedenti, sorpresa in via dell'Archeologia in possesso di una trentina di dosi singole di cocaina. In casa, durante la perquisizione, i carabinieri hanno anche rinvenuto una cartuccia cal. 38 Special, motivo per cui la 33enne è stata anche denunciata a piede libero per detenzione abusiva di armi. ANSA/CARABINIERI EDITORIAL USE ONLY NO SALES

Nell’ambito di due distinte attività d’indagine, coordinate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Velletri, i Carabinieri della Stazione di Colleferro hanno dato esecuzione a due ordinanze con la quale il GIP di Velletri ha disposto la custodia in carcere nei confronti nei confronti di un 63enne di Montelanico e un divieto di avvicinamento nei confronti di un 60enne di Artena, entrambi gravemente indiziati di atti persecutori. 

Le denunce rese dalle vittime hanno dato il via all’iter investigativo che, hanno permesso accertale gravi elementi indiziari in ordine al fatto che il 63enne, non accettando la fine della relazione con la sua ex avvenuta nel mese di marzo 2023, l’avrebbe dapprima minacciata e poi posto in essere condotte persecutorie, seguendola negli spostamenti e inviandole messaggi con minacce di morte; mentre il 60enne a cui è stato prescritto il divieto di avvicinamento ad una distanza di 500 metri, non accettando la fine di una relazione sentimentale durata circa dieci anni, avrebbe  prima minacciato la ex donna, poi graffiato la macchina squarciandole anche gli pneumatici,  seguendola sul luogo di lavoro e infine inviando numerosi messaggi minatori in cui lasciava trasparire che avrebbe proseguito a danneggiarle l’auto.

A supporto del quadro indiziario sono risultati decisivi come sempre i messaggi estrapolati dal telefono delle vittime, il racconto dei testimoni ai quali le vittime avevano confidato il loro profondo timore scaturito dai comportamenti dei due uomini.

Ancora una volta le due storie si sono concluse con l’emanazione dei due provvedimenti da parte del Tribunale di Velletri che hanno posto fine agli atti persecutori ed hanno restituito tanta serenità alle vittime di questo odioso reato. 

Resta comunque alta l’attenzione dei carabinieri sui casi di violenza di genere che hanno, come comune denominatore, episodi sentinella di pregresse liti o aggressioni fisiche a cui non segue, nell’immediatezza, nessuna denuncia da parte delle vittime.

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