Economia e Lavoro

Confesercenti: “Caro energia spinge l’inflazione a livelli da record”

 

Inflazione record confermata. I dati Istat definitivi per il mese di agosto sono in linea con quelli anticipati nelle settimane scorse: l’incremento dei prezzi su base annua rimane al +8,4%, un livello che – ci ricorda lo stesso Istituto di statistica – non si vedeva nel nostro Paese da oltre 30 anni. Così Confesercenti. Una cavalcata trainata dai prezzi degli energetici, la cui corsa sta avendo un forte impatto anche sui costi delle materie prime. Una pressione fortissima sui bilanci delle famiglie, stretti tra incrementi percentuali delle bollette a tre cifre e la necessità di compensare riducendo le altre voci di spesa. E una vera tragedia per le imprese, che si trovano non solo a dover sostenere un incremento continuo e rapidissimo dei costi, ma pure a fronteggiare, allo stesso tempo, l’inevitabile rallentamento dei consumi. Per evitare una nuova ondata di cessazioni di attività, con la conseguente perdita dei posti di lavoro, servono altri, urgenti, interventi di sostegno. Bene, dunque, che il Consiglio dei ministri abbia accolto all’ordine del giorno la nostra proposta di mettere a disposizione delle imprese finanziamenti a tasso zero, garantiti dal Medio Credito Centrale, con rateizzazioni a 5 anni, per pagare le bollette. In questo modo basterebbero 6 miliardi di euro, poco più di un miliardo l’anno, per garantire fino a 35 miliardi di prestiti senza interessi per oltre un milione di attività economiche.

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Cna: “La caduta dei consumi è un pericolo per la crescita” Cna prende posizione sul calo dei consumi in volume che l’Istat ha certificato nel mese di giugno. “Siamo preoccupati per l’ennesimo calo in volume dei consumi registrato dall’Istat a giugno. L’inflazione purtroppo gonfia solo le vendite in valore. Insomma, con la riduzione del potere di acquisto, le famiglie spendono di più per comprare di meno. Non è più allegra la situazione delle piccole imprese manifatturiere, che soffrono la riduzione della domanda, e degli esercizi commerciali di prossimità che hanno visto crollare il proprio giro d’affari pagando più pesantemente delle grandi superfici l’impatto del caro prezzi. È evidente che il governo deve cercare rimedi rapidi ed efficaci contro l’inflazione, che in Italia a giugno rimane più alta della media dei Paesi più sviluppati. Rimedi che non deprimano la crescita dell’economia italiana, che mostra già segni di rallentamento. È arrivato il momento che la Banca centrale europea pensi a bloccare l’aumento dei tassi d’interesse: lo ha chiesto proprio oggi il governatore designato della Banca d’Italia, Fabio Panetta. Vanno inoltre cercati stimoli alla domanda interna per investimenti e consumi, utilizzando con celerità ogni strumento a disposizione. Altrimenti, il rischio concreto per il nostro Paese è che la crescita, già prevista in decimali, possa ulteriormente pagarne le conseguenze”.

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