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Constantin Brâncuși. Le Origini dell’Infinito

Roma, Mercati di Traiano

Nell’ambito del programma bilaterale dell’Anno Culturale Romania-Italia 2026 promosso dall’Ambasciata di Romania in Italia con il sostegno dei Ministeri della Cultura e dei Ministeri degli Affari Esteri romeni e italiani, sotto l’Alto Patronato dei Presidenti dei due Paesi, i Mercati di Traiano ospitano la mostra Constantin Brâncuși. Le Origini dell’Infinito.

L’esposizione, curata dal direttore del Museo Nazionale d’Arte della Romania Erwin Kessler, celebra una delle figure fondatrici della scultura moderna in occasione del 150° anniversario della sua nascita (1876 – 1957).

La mostra propone una rilettura innovativa dell’opera di uno dei principali protagonisti della scultura modernista del Novecento, mettendone in luce le radici culturali e formali attraverso un duplice asse curatoriale.

Da un lato, l’influenza della tradizione artigianale e simbolica dell’Oltenia (regione della Romania), terra natale dell’artista, con il suo uso della “taille directe” e i motivi arcaici dell’intaglio ligneo; dall’altro, il confronto con la scultura romana antica, studiata da Brâncuși durante gli anni di formazione come modello di perfezione formale e punto di partenza per l’astrazione dell’essenza delle forme che culmina con i capolavori . L’esposizione ricostruisce il percorso che conduce Brâncuși dalla figurazione simbolica e realista verso una sintesi modernista basata sulla semplificazione estrema e sull’archetipo astratto che culmina con il Mademoiselle Pogany, Prometeo e i lavori legati al complesso monumentale di Târgu-Jiu.

Dal punto di vista cronologico, le origini dell’opera di Brâncuși si trovano innanzitutto nelle forme, nelle tecniche di lavorazione e nei motivi decorativi della sua terra natale, l’Oltenia con la pratica tradizionale dell’intaglio diretto del legno da parte degli artigiani consentendogli di sviluppare la forma dell’opera direttamente dal blocco di legno o di pietra attraverso il proprio sforzo fisico.

Il metodo della “taille directe” della sua terra d’origine si accompagnò a una serie di riferimenti formali e simbolici, come la colonna lignea torsa e modulare, la celebre torsade, che Brâncuși sviluppò ulteriormente nella sua emblematica Colonna senza fine.

La scultura romana antica, studiata da Brâncuși durante gli anni di formazione, lasciò un’impronta altrettanto profonda sulla sua visione creativa, soprattutto nell’esigenza di partire dalle forme realistiche di una figura per estrarne l’essenza eterna, astratta e perfetta come Testa di ragazzo e Torso, direttamente ispirati alle gallerie di ritratti della scultura romana.

LaPreghiera, con la sua quasi paleocristiana fede interiore, viene presentata ai Mercati di Traiano – Museo dei Fori Imperiali come un ponte tra la prima figurazione simbolica e la successiva astrazione essenziale, come un’opera di connessione tra realismo e arcaismo, tra rappresentazione concreta ed estrapolazione simbolica.

Dopo aver introdotto i due filoni delle origini di Brâncuși — quello arcaico romeno e quello classico romano — la mostra segue lo sviluppo della sua opera verso una sintesi modernista in cui la perfezione formale del classicismo si fonde con il simbolismo arcaico.

Opere fondamentali come Mademoiselle Pogany, il quasi astratto Prometeo e la puramente geometrica Sedia della serie della Tavola del Silenzio (parte del complesso monumentale di Târgu-Jiu), segnano l’evoluzione di Brâncuși verso il suo contributo decisivo e originale all’universo visivo contemporaneo, proponendo forme pure per concepire la continuità visiva delle figure nel tempo e nello spazio eterni.

GL

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