Ad aprile il debito delle Amministrazioni pubbliche è diminuito di 2,9 miliardi rispetto al mese precedente, risultando pari a 3.155,3 miliardi.
Lo comunica la Banca d’Italia, sottolineando che il decremento riflette la diminuzione delle disponibilità liquide del Tesoro (21,6 miliardi, a 42,4), parzialmente compensato dal fabbisogno delle Amministrazioni pubbliche (16,6 miliardi) e dall’effetto degli scarti e dei premi all’emissione e al rimborso, della rivalutazione dei titoli indicizzati all’inflazione e della variazione dei tassi di cambio (2,1 miliardi).
Con riferimento alla ripartizione per sottosettori, la diminuzione del debito è imputabile a quella osservata per le Amministrazioni centrali (3,2 miliardi), in parte compensata dall’aumento del debito delle Amministrazioni locali (0,3 miliardi). Il debito degli Enti di previdenza è rimasto invariato. La vita media residua del debito – immutata rispetto al mese precedente – è risultata pari a 7,9 anni. La quota del debito detenuta dalla Banca d’Italia ha continuato a diminuire, collocandosi al 17,3% (dal 17,6% del mese precedente). A marzo (ultimo mese per cui questo dato è disponibile) quella detenuta dai non residenti era diminuita al 35,2% (dal 35,4% del mese precedente), mentre quella detenuta dagli altri residenti (principalmente famiglie e imprese non finanziarie) è aumentata al 14,5% (dal 14,2% del mese precedente).
Nei primi 4 mesi +1,8% entrate tributarie a 173,1 mld
Ad aprile le entrate tributarie contabilizzate nel bilancio dello Stato sono state pari a 44,0 miliardi, in aumento del 5,0 per cento (2,1 miliardi) rispetto al corrispondente mese del 2025. Banca d’Italia, sottolinea che invece nei primi quattro mesi del 2026 le entrate tributarie sono state pari a 173,1 miliardi, in aumento dell’1,8 per cento (3,1 miliardi) rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Red
