Nuovo record per il debito pubblico italiano, che a giugno supera la soglia dei 3.200 miliardi di euro. Con un aumento di 26,2 miliardi rispetto al mese precedente, ha infatti raggiunto 3.207,2 miliardi. Alla conclusione del secondo trimestre del 2026, poi, il Prodotto interno lordo dell’area dell’euro segna una crescita dello 0,4% mentre per l’Italia l’aumento è più contenuto, allo 0,2%.
Come spiega la Banca d’Italia, l’aumento del debito pubblico “riflette il fabbisogno delle Amministrazioni pubbliche (13,3 miliardi), la crescita delle disponibilità liquide del Tesoro (9,8 miliardi, a 61,7), nonché l’effetto degli scarti e dei premi all’emissione e al rimborso, della rivalutazione dei titoli indicizzati all’inflazione e della variazione dei tassi di cambio (3,1 miliardi)”. Palazzo Koch spiega che nella “ripartizione per sottosettori, la variazione del debito è imputabile a quella delle Amministrazioni centrali (26,9 miliardi), in parte compensata dalla diminuzione del debito delle Amministrazioni locali (0,7 miliardi)”, mentre la vita media residua è rimasta stabile a 7,9 anni. A giugno, poi la quota del debito detenuta dalla Banca d’Italia ha continuato a diminuire, “collocandosi al 16,7% (dal 17,2% del mese precedente), mentre a maggio (ultimo mese per cui questo dato è disponibile) quella detenuta dai non residenti era aumentata al 35,9% (dal 35,7% del mese precedente) e quella detenuta dagli altri residenti (principalmente famiglie e imprese non finanziarie) è diminuita al 14,5% (dal 14,7% del mese precedente)”. Bankitalia spiega inoltre che a giugno le entrate tributarie contabilizzate nel bilancio dello Stato sono state pari a 43,2 miliardi, in diminuzione dell’1,3%, cioè di 0,6 miliardi rispetto al corrispondente mese del 2025. Nei primi sei mesi del 2026 le entrate tributarie sono state pari a 261,0 miliardi, in aumento dell’1,4% per 3,6 miliardi rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. E come riferisce Eurostat, l’ufficio statistico dell’Unione europea, nel secondo trimestre dell’anno il Pil destagionalizzato è aumentato dello 0,4% nell’area dell’euro e dello 0,5% nell’Ue su base trimestrale, mentre nel primo trimestre del 2026, il Pil era rimasto stabile nell’area dell’euro ed era aumentato dello 0,1% nell’Ue, dato che per l’Italia frena al +0,2% dopo una crescita dello 0,3% nel primo trimestre.
Rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente, nel secondo trimestre del 2026 il Pil destagionalizzato è aumentato dell’1,0% nell’area dell’euro e dell’1,2% nell’Ue, dopo un +0,5% nell’area dell’euro e un +0,8% nell’Ue nel trimestre precedente. Per l’Italia l’aumento è invece dell’1,0% dopo un +0,8% nel trimestre precedente.
Bankitalia: in 12 mesi surplus conto corrente a 30,4 miliardi di euro
Nei dodici mesi terminanti in giugno 2026 il conto corrente ha registrato un surplus di 30,4 miliardi di euro (pari all’1,3 per cento del PIL); nello stesso periodo dell’anno precedente l’avanzo era stato pari a 20,7 miliardi (0,9 per cento del PIL). Al miglioramento hanno contribuito l’aumento dell’avanzo delle merci (54,6 miliardi, da 47,7) e il ritorno in surplus della componente dei redditi primari (4,0 miliardi, da -2,5); sono invece peggiorati il deficit dei servizi (-8,0 miliardi, da -5,7) e quello dei redditi secondari (-20,2 miliardi, da -18,8). La riferisce Banca d’Italia nelle statistiche su bilancia dei pagamenti e posizione patrimoniale sull’estero, aggiornate con i dati relativi a giugno 2026. Nei dodici mesi terminanti in giugno 2026 il conto finanziario ha registrato acquisizioni di attività nette sull’estero per 18,4 miliardi di euro (contro 44,7 miliardi nello stesso periodo dell’anno precedente). I saldi positivi degli investimenti diretti (23,6 miliardi), degli “altri investimenti” (31,7 miliardi) e delle riserve ufficiali (5,4 miliardi) sono stati solo in parte controbilanciati dai saldi negativi degli investimenti di portafoglio (-38,4 miliardi) e dei derivati (-3,9 miliardi). In giugno 2026 le attività sull’estero dei residenti in Italia sono cresciute di 27,9 miliardi. L’aumento ha riguardato quasi tutte le componenti, in particolare gli “altri investimenti” (12,7 miliardi), gli investimenti di portafoglio (10,1 miliardi), gli investimenti diretti all’estero (5,6 miliardi) e le riserve ufficiali (0,8 miliardi); soltanto i derivati hanno registrato un saldo negativo (-1,3 miliardi). In giugno 2026 le passività sull’estero dell’Italia sono aumentate di 30,6 miliardi, in relazione soprattutto ai rilevanti acquisti esteri, pari a 58,0 miliardi, di titoli italiani di portafoglio (di cui 38,7 titoli pubblici, il valore mensile più elevato dagli anni novanta); in misura minore, anche gli investimenti diretti in Italia sono cresciuti (5,4 miliardi). Gli “altri investimenti” sono invece diminuiti di 32,8 miliardi, grazie soprattutto alla riduzione del saldo debitorio su Target (22,9 miliardi).
