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Covid-19, Libano, Foad Aodi (Umem): un anno dopo una catastrofe sanitaria, la gente muore per le strade e c’è la “variante libanese”

An anti-government protester yells as riot police stand guard in front of the Ministry of Economy in downtown Beirut, Lebanon, Monday, May 11, 2020. Dozens of protesters tried to storm the ministry offices after the minister refused to come down to hear their demands amid rising prices and a crash in the local currency. Lebanon is passing through its worst economic and financial crisis in decades and the crash of the local currency in recent weeks led to an increase in prices of consumer goods. (AP Photo/Bilal Hussein)

L’Unione medica euro mediterranea (UMEM), l’associazione medici di origine straniera in Italia(Amsi) ,la Comunità del mondo arabo in Italia (Co-mai), il Movimento Uniti per Unire e l’Osservatorio Anti Covid 19 continuano a seguire la situazione in Italia e a livello internazionale ,anche tramite confronti, interviste e dibattiti tra esperti su tv e radio satellitari, per quanto riguarda la sanità, immigrazione,vaccini e le nuove varianti.

Oggi si tratta la situazione tragica in Libano. Un anno fa l’esplosione a Beirut, il Libano allo stremo e ogni giorno sempre più in ginocchio: il sistema bancario è fallito dal 2019 ed è ormai cronica l’assenza di benzina, elettricità e medicinali. Le Nazioni Unite stimano oltre 350 milioni di dollari per aiuti d’emergenza per la popolazione, i quali verranno raccolti nella Conferenza Internazionale organizzata per dopodomani dalla Francia e dall’Onu. Il Paese non ha un governo nel pieno dei suoi poteri dall’agosto dell’anno scorso, quando il premier Diab si era dimesso in seguito all’esplosione, e non lo avrà neppure per il 4 agosto, anniversario dell’esplosione, come si era augurato il primo ministro incaricato Najib Mikati che proprio oggi ha ammesso l’esistenza di divergenze tra le forze politiche.

“Da mesi chiediamo aiuto per il Libano che sta attraversando la crisi più difficile e duratura della sua storia dal punto di vista politico, economico, sociale e sanitario, proprio questa ultima sta registrando vittime tutti i giorni per colpa del Coronavirus che è molto diffuso con la variante Delta in particolare tra i giovani, non ci sono posti letto, i pazienti muoiono per strada ,mancano i medicinali, bombole di ossigeno, i professionisti della sanità che lasciano il paese: ultimamente più di 1000 medici e più di 600 infermieri hanno lasciato il Libano per problemi economici e lavorativi. In Libano si registrano più di 564 mila contagiati, 538 mila guariti, circa 8000 morti, il 26% della popolazione ha ricevuto una dose del vaccino. Anche dal Libano la conferma che ci sono le varianti locali e si è sviluppata la variante libanese dopo che il Coronavirus si è ambientato alla popolazione locale ,come verificato anche in Libia, Algeria, Tunisia, Sud Africa. Inoltre dal Libano arriva un’altra conferma dai dati dei contagiati, la variante delta e le sue mutazioni (libanese) hanno provocato un aumento del 120% dell’ingresso negli ospedali e del 137% dei morti, 80% dei contagiati non è vaccinato per niente, l’ 11% è vaccinato con dose e il 9% è vaccinato con due dosi. Il Libano è in trattativa con la Russia per la produzione locale del vaccino russo, inoltre nel paese vengono utilizzati i vaccini Pfizer, AstraZeneca e il vaccino russo”.

Cosi dichiara Foad Aodi Presidente Umem e Co-mai e membro Commissione salute Globale della Fnomceo che è in contatto diretto con i giornalisti e medici libanesi rappresentanti locali dell’UMEM che fanno un appello congiunto al Governo Italiano e alla Commissione Europea e all’OMS per aiutare il Libano e salvare il popolo libanese dal Covid 19 e le sue varianti e in particolare i bambini e gli anziani.
aggiornamento pandemia Covid del 5 agosto 2021 ore 10.24

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