Esteri

Crolla in Cina la produzione industriale, dati inferiori alle attese. Crescita ferma a uno striminzito 4,9%

Crisi energetica in corso, peso del debito nel settore immobiliare e una pandemia che è tornata a colpire con la variante Delta: l’economia di Pechino subisce i contraccolpi dell’instabilità finanziaria e sanitaria. La crescita nel terzo trimestre 2021 arriva a toccare i minimi da un anno. Tra luglio e settembre scorsi, l’economia cinese ha registrato un’espansione del 4,9% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, contro il 7,9% raggiunto nel secondo trimestre e al di sotto diun’attesa del 5,2%, secondo i dati diffusi dall’Ufficio Nazionale di Statistica di Pechino. Su base congiunturale, la crescita è stata dello 0,2%, mentre nei primi tre trimestri del 2021 la Cina è cresciuta complessivamente del 9,8%. “Con l’inizio del terzo trimestre, i rischi e le difficoltà interne ed esterne sono aumentati”, ha dichiarato il portavoce dell’Ufficio Nazionale di Statistica, Fu Linghui, commentando gli ultimi dati economici. La crisi energetica emersa alla fine di settembre ha costretto il governo ad aumentare la produzione di carbonenonostante l’impegno a ridurre le emissioni di anidride carbonica contro il cambiamento climatico e spinto ai massimi dal 1995 l’indice dei prezzi alla produzione a settembre: il power crunch ha un avuto un impatto sull’economia definito “controllabile” dal funzionario di Pechino, secondo cui “c’è ancora uno spazio relativamente ampio” per misure di politica monetaria, anche se gli analisti vedono allontanarsi la possibilità di un taglio ai requisiti di riserva obbligatori delle banche per stimolare l’economia. Il rallentamento emerge anche dagli ultimi dati di settembre.

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