“La decisione del Campidoglio di introdurre l’ingresso a pagamento alla Fontana di Trevi per i non residenti appare non solo illogica, ma anche in totale controtendenza rispetto alle altre grandi capitali europee.
Illogica in quanto non supportata da stime certe sui reali introiti che, su un potenziale gettito lordo di 18 milioni di euro, verrebbero assorbiti per i due terzi dalle spese di gestione.
In controtendenza in quanto, a fronte di città come Londra in cui i principali siti museali e monumentali restano gratuiti per tutti, verrà introdotto, a partire dal 1 febbraio 2026, un ticket di ingresso di due euro per l’accesso al cosiddetto ‘catino’ della Fontana che andrà a penalizzare non solo turisti e visitatori, ma anche i tantissimi studenti e lavoratori che hanno il proprio domicilio a Roma pur non essendovi residenti.
A rendere ulteriormente inspiegabile questa decisione dell’Amministrazione Gualtieri vi è la mancata chiarezza circa le modalità operative per distinguere, in tempi rapidi e senza creare paralisi del traffico pedonale, i residenti dai non residenti e i rallentamenti insostenibili che andrebbe a creare l’annunciato sistema a ‘due corridoi’ in una piazza già congestionata di suo.
Alla luce di ciò, abbiamo presentato una mozione in cui chiediamo a Sindaco e Giunta di mantenere l’accesso libero alla Fontana e di non creare il paradosso di costringere turisti e visitatori a ‘pagare per pagare’ con il tradizionale lancio della monetina”.
Lo dichiara, in una nota, la capogruppo di Forza Italia in Campidoglio Rachele Mussolini.
