Politica

Giustizia: Pd, servizi informatici ko, Nordio immobile su problemi reali. L’attacco del M5S

 

“I servizi informatici della giustizia ancora fuori uso rappresentano l’ennesimo grave disservizio per cittadini, utenti e operatori del settore. Questi sono i problemi reali che il governo dovrebbe affrontare, utilizzando al meglio le risorse straordinarie messe a disposizione dal PNRR per modernizzare e rendere efficiente il sistema giudiziario”. Lo dichiara Debora Serracchiani, deputata e responsabile Giustizia del Partito Democratico. “E invece assistiamo ancora una volta all’immobilismo di un governo che ama definirsi longevo ma che si sta rivelando incapace di dare risposte concrete sui temi che stanno davvero a cuore ai cittadini, come il diritto a una giustizia veloce, efficiente e giusta. È inaccettabile che nel 2026 tribunali, procure, avvocati e personale amministrativo debbano tornare alla gestione manuale dei fascicoli a causa di sistemi informatici fragili e inadeguati. Servono investimenti, competenze e una strategia seria sulla digitalizzazione, non propaganda e continue distrazioni politiche”, conclude Serracchiani. Sul fatto da registrare anche la durissima presa di posizione del M5S.

 

M5S, informatica ministero allo sbando, imperversa l’inefficienza

“Da due giorni si è del tutto fermata l’infrastruttura informatica del ministero della Giustizia, quella su cui viaggiano i servizi per il processo digitale civile e per quello penale. Questo disservizio scandaloso e di lunghissima durata si somma a drammatiche carenze nelle infrastrutture digitali che denunciamo da anni, da ultimo intervenendo sul parere della commissione giustizia al Senato sul Documento di Finanza Pubblica. Ricordiamo che in Italia i magistrati, gli avvocati e tutte le altre figure della Giustizia lavorano talvolta addirittura senza una connessione internet dignitosa, con un processo penale telematico che colleziona false partenze. Dopo aver buttato più di tre anni inseguendo l’impunità dei colletti bianchi e una sciagurata riforma costituzionale poi bocciata dai cittadini, il ministro Nordio aveva promesso di dedicarsi esclusivamente all’efficienza della Giustizia: i primi riscontri sono fallimentari, come al solito. Ci auguriamo che almeno in questo ultimo scampolo di legislatura il governo faccia qualcosa di logico per salvare la macchina della Giustizia dalla paralisi. Altrimenti, lo ribadiamo ancora una volta, è lecito pensare che si tratti di inefficienza programmata”. Lo affermano i rappresentanti del Movimento 5 Stelle nelle commissioni giustizia della camera e del Senato Stefania Ascari, Anna Bilotti, Federico Cafiero De Raho, Valentina D’Orso, Carla Giuliano, Ada Lopreiato e Roberto Scarpinato.

Red

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