La notizia del ritiro di Biden dalla corsa elettorale sta facendo il giro del mondo e non sono mancate le prime dichiarazioni dei leaders a partire da Mosca.
Un primo commento è quello del portavoce di Putin, Dmitry Peskovche fa il pesce in barile dichiarando “mancano ancora quattro mesi alle elezioni un tempo lungo durante il quale molto può cambiare“, ma saltando subito alle conclusioni ha anche sottolineato che “la nostra priorità è raggiungere gli obiettivi [in Ucraina] e non le elezioni negli Stati Uniti”.
Meno pacata la portavoce del ministro degli Esteri della Russia, Maria Zakharova parla d’altro senza dare giudizi su Kamala Harrise suggerisce di “aprire un’indagine sulla complicità tra i mass media statunitensi e gli ambienti politici” per capire chi ha “nascosto la reale situazione della sua (di Biden) salute mentale” con l’obiettivo di “manipolare l’opinione pubblica”.
Scorrendo la stampa russa emergono tuttavia le prime opinioni come quella della Komsomolskaja Pravdasecondo la quale Kamala Harris “è, ovviamente, una donna difficile: una maniaca del lavoro, ex procuratore, figlia di un indiano e di un giamaicano. Piaceva anche allo stesso Donald Trump”, ma “non è considerata carismatica, i suoi discorsi non entusiasmano particolarmente nessuno…”
Secondo la Svobodna PressaIl ritiro di Joe Biden dalla corsa elettorale è un evento prevedibile, lo afferma il politologo Igor Nikulin che aggiunge . “Secondo me, il fatto che Biden abbia lasciato la corsa era prevedibile. Era evidente che Biden non sarebbe stato in grado di ricoprire la carica di presidente per i prossimi quattro anni. Dopotutto, se ha già avuto problemi di salute tempo fa, nel periodo successivo tutto avrebbe potuto solo peggiorare”.
Inoltre ritiene che Joe Mente il giornalista Nikuli della Izvetsia ritiene “sia stato attivamente spinto alla rielezione dalla sua famiglia corrotta, che ha accumulato molti peccati (con riferimento alla vicende giudiziarie del figlio di Joe, ndr) . Hanno il terrore dell’arrivo di Trump e di dover rispondere di tutto quello che hanno fatto in questi anni” .
Per il giornalista del Cremlino Pool, corrispondente speciale della Komsomolskaya Pravda Dmitry Smirnov:“la famiglia si è resa conto che non c’era più niente che potessero spremere dal nonno, anche se stava già dormendo pacificamente su una sedia a dondolo, e gli sponsor del Partito Democratico si resero conto che non si poteva cavalcare questo cavallo alla Casa Bianca una seconda volta”.
E ritiene che i probabili candidati alla presidenza, oltre alla Harris potrebbero essere Michelle Obama o uno dei governatori emergenti della seconda fila ma.
Pertanto, l’unica possibilità che i democratici hanno di mantenere la Casa Bianca e “impedire ai trumpisti di limitare tutti i loro progetti, dall’Ucraina alla transizione verde, magari con un altro “cigno nero” o un attivista civico su un tetto armato di fucile”.
A suo avviso, i tre governatori che hanno maggiori possibilità di sostituire Biden sono Gretchen Whitmer (Michigan), Gavin Newsom (California) e Andy Beshear (Kentucky). Un altro candidato sta guadagnando popolarità: il governatore della Pennsylvania Josh Shapiro.
“Biden è come Breznev. Trump è come Andropov, Vance è come Gorbaciov”, afferma invece Marat Bashirov, professore alla Higher School of Economics e autore del canale informativo e analitico del joystick russo Politico :” Stiamo assistendo quasi in diretta alla tragedia politica degli Stati Uniti. La svolta della storia con la distruzione dell’URSS si chiude con la scissione degli Stati Uniti”.
Per il politologo americano Dmitry Estafiev citato dalla popolare emittente televisiva Tzargrad “ora tutto ricomincia da capo. Trump, ovviamente, ha un vantaggio. Ma la vittoria NON è PIÙgarantita. E, naturalmente, i rottami del “Biden collettivo” saranno ora completamente slegati e liberi di agireanche se nessuno per ora può sconfiggere Trump”.
Passiamo ora a Kiev dove la decisione di Biden suscita una preoccupazione più o meno velata. Qui https://svpressa.ru/persons/vladimir-zelenskiy/ha osservato che il capo della Casa Bianca “ha sostenuto il nostro Paese” nel momento più drammatico. Rispettiamo la sua decisione difficile ma forte oggi. Saremo sempre grati alla leadership del presidente Biden” esprimendo fiducia nella continua “forte leadership” dell’America.
Ovviamente la guerra diviene politica con altri mezzi così pare che Kiev non annullerà l’offensiva che avrebbe dovuto aiutare Biden a vincere le elezioni. Forse l’ufficio presidenziale ha deciso di scommettere su Harris, sperando in una continua assistenza militare da parte dei democratici.
Secondo notizie provenienti da Kiev, sabato Zelenskyj ha tenuto una riunione del quartier generale, per discutere la preparazione per una nuova offensiva.Altri media di Kiev riferiscono che il presidente ha incontrato il capo di stato maggiore, generale Syrsky,che ha trascorso molto tempo in prima linea da nord a sud.
Nel corso dell’incontro sarebbe stata presa la decisione di attaccare identificando tre possibili direzioni, ma quale di queste sarà quella principale non è ancora chiaro. Forse verso Kharkov o più a sud. A tale scopo si è deciso trasferire personale addestrato sulla linea di combattimento, nonostante l’Occidente non fornisca la quantità necessaria di veicoli corazzati e munizioni per l’artiglieria.
In precedenza era stato era stato riferito che Kiev stava pianificando un’offensiva per l’autunno, giusto in tempo per le elezioni americane. Come accadrà effettivamente e se l’offensiva annunciata avrà luogo, nessuno lo sa ancora con certezza.
GiElle
Aggiornamento la rinuncia di Biden ore 21.18
