Di Michele Rutigliano (*)
La diplomazia può costruire ponti. La fede può renderli più solidi. È questo il messaggio emerso dalla visita che Sua Eccellenza Benedict Assorow, Ambasciatore della Repubblica del Ghana presso la Santa Sede, ha compiuto nelle Marche il 29 e 30 maggio, incontrando autorità religiose, amministratori locali e rappresentanti del mondo culturale. Un viaggio intenso che ha intrecciato spiritualità, cooperazione internazionale, dialogo tra i popoli e valorizzazione dei territori, offrendo una significativa testimonianza di quella cultura dell’incontro che Papa Leone XIV ha più volte indicato come una delle priorità del suo pontificato. L’itinerario marchigiano dell’Ambasciatore si è sviluppato attraverso alcuni luoghi simbolici della storia religiosa e civile della regione. Tra questi Corinaldo, città natale di Santa Maria Goretti e tra i Borghi più belli d’Italia, che ha rappresentato una delle tappe più significative della visita. Qui il diplomatico ghanese ha potuto conoscere più da vicino una realtà che unisce tradizione, spiritualità e capacità di accoglienza. La figura della giovane santa marchigiana, universalmente venerata per il suo messaggio di purezza, perdono e riconciliazione, ha suscitato particolare interesse anche per la forte diffusione della sua devozione nelle comunità cattoliche africane.
Corinaldo e Santa Maria Goretti: una porta aperta sull’Africa
Proprio a Corinaldo sono emerse alcune interessanti prospettive di collaborazione futura. Tra le proposte discusse vi è quella di promuovere percorsi di turismo religioso internazionale rivolti ai giovani provenienti dal Ghana e da altri Paesi africani, favorendo soggiorni di formazione, esperienze di volontariato e occasioni di incontro con i coetanei italiani. Un progetto che qualcuno ha già definito un possibile “Erasmus cattolico”, capace di coniugare crescita culturale, formazione spirituale e dialogo interculturale. Parallelamente è stata avanzata anche l’idea di valorizzare il patrimonio religioso e culturale della città attraverso la nascita di un centro permanente di studi e relazioni dedicato all’Africa, che possa favorire la ricerca, la cooperazione accademica e il confronto tra le istituzioni ecclesiali e culturali dei due continenti.
La visita nelle Marche ha avuto anche una forte dimensione pastorale. Particolarmente significativo è stato l’incontro con Monsignor Paolo Ricciardi, Arcivescovo di Jesi, durante il quale sono stati affrontati temi legati al ruolo della Chiesa nella promozione della pace, della solidarietà e dello sviluppo umano integrale. Nel corso del cordiale colloquio è emersa la comune convinzione che le comunità ecclesiali possano svolgere un ruolo fondamentale nel favorire percorsi di inclusione, formazione e crescita delle nuove generazioni, soprattutto in un tempo segnato da profonde trasformazioni sociali e culturali.
I giovani protagonisti del dialogo tra Europa e Africa
Tra gli appuntamenti più significativi del viaggio nelle Marche va ricordato anche l’incontro che l’Ambasciatore Assorow ha avuto presso l’Istituto di Istruzione Superiore Corinaldesi-Padovano di Senigallia, dove ha tenuto una conferenza in lingua inglese davanti a circa 150 studenti provenienti dai principali istituti superiori della città. Il tema scelto per l’incontro, “Africa, Italia ed Europa: nuovi scenari per la pace e la cooperazione internazionale”, ha offerto ai giovani l’opportunità di confrontarsi direttamente con una delle personalità diplomatiche africane più attive presso la Santa Sede.
Nel corso del suo intervento, l’Ambasciatore ha illustrato le profonde trasformazioni che stanno interessando il continente africano e il ruolo crescente che l’Africa è chiamata a svolgere nei futuri equilibri geopolitici mondiali. Allo stesso tempo ha evidenziato l’importanza di rafforzare le relazioni tra Africa, Italia ed Europa attraverso il dialogo, la cooperazione economica, gli scambi culturali e la formazione delle nuove generazioni. Un messaggio accolto con grande interesse dagli studenti, che hanno avuto l’opportunità di confrontarsi su temi di stringente attualità internazionale.
L’iniziativa, organizzata nell’ambito della visita marchigiana dell’Ambasciatore, ha visto la partecipazione del dirigente scolastico Simone Ceresoni, dell’esperto scientifico dell’Università di Perugia Stefano Barocci e di Ranieri Sabatucci, già Capo della Missione dell’Unione Europea presso l’Unione Africana. L’incontro ha rappresentato un importante momento educativo, confermando il ruolo della scuola come luogo privilegiato per formare cittadini consapevoli, aperti al dialogo internazionale e capaci di costruire percorsi di pace e di cooperazione tra i popoli.
Loreto, la Santa Casa e il dialogo tra le Chiese
Uno dei momenti più solenni del viaggio è stato senz’altro la tappa a Loreto. Qui l’Ambasciatore Assorow ha partecipato alla celebrazione della Giornata Regionale delle Persone Consacrate, che ha riunito sacerdoti, religiosi, religiose e diaconi provenienti dalle diverse diocesi marchigiane presso il Santuario Pontificio della Santa Casa. La presenza del rappresentante diplomatico del Ghana ha assunto un forte valore simbolico, testimoniando il legame sempre più stretto tra la Chiesa europea e le giovani Chiese africane, oggi protagoniste di una straordinaria crescita vocazionale e missionaria.
Al termine della celebrazione, l’Ambasciatore ha avuto un lungo e cordiale incontro con l’Arcivescovo di Loreto, Monsignor Fabio Dal Cin. Al centro del colloquio vi sono stati i temi dell’accoglienza dei pellegrini, della dimensione universale del Santuario lauretano e del ruolo che i grandi luoghi della spiritualità possono svolgere nella costruzione della pace tra i popoli. Particolare attenzione è stata dedicata alla volontà, più volte espressa da Monsignor Dal Cin e condivisa dallo stesso Papa Leone XIV, di favorire una sempre maggiore apertura della Santa Casa e della Basilica di Loreto ai fedeli delle Chiese orientali e ortodosse. Una prospettiva che guarda al dialogo ecumenico non soltanto come tema teologico, ma come esperienza concreta di incontro, fraternità e reciproca conoscenza tra tradizioni cristiane diverse.
Giovani, cooperazione e futuro delle relazioni tra Italia e Africa
L’intera visita dell’Ambasciatore Assorow nelle Marche si inserisce inoltre in un quadro più ampio di crescente attenzione verso il continente africano. L’Africa rappresenta oggi una delle realtà più dinamiche del cattolicesimo mondiale, ma anche uno spazio strategico per la cooperazione internazionale, lo sviluppo economico, la formazione delle nuove classi dirigenti e la promozione della pace. In questo contesto l’Italia, per storia, posizione geografica e tradizione culturale, può svolgere un ruolo importante nel consolidamento delle relazioni con i Paesi africani, valorizzando il contributo delle istituzioni religiose, delle università, delle imprese e delle comunità locali.
Al termine delle due giornate è emerso un auspicio condiviso da tutti gli interlocutori incontrati: continuare a investire nel dialogo tra Italia e Africa, promuovendo progetti concreti di cooperazione culturale, educativa, sociale ed economica. Una particolare attenzione dovrà essere riservata ai giovani, chiamati a diventare protagonisti di una nuova stagione di relazioni internazionali fondate non sulla contrapposizione ma sull’incontro, non sulla diffidenza ma sulla conoscenza reciproca. È proprio attraverso gli scambi culturali, la formazione, il volontariato, la mobilità studentesca e la collaborazione tra istituzioni che si possono costruire le basi di un mondo più giusto, più tollerante e più aperto al bene comune.
Le Marche, in questa prospettiva, hanno mostrato di poter essere molto più di una semplice meta di visita. Possono diventare un laboratorio di dialogo tra Europa e Africa, un luogo in cui spiritualità, cultura e cooperazione internazionale si incontrano per dare vita a nuove opportunità di crescita condivisa. Un piccolo ma significativo ponte tra due continenti che guardano al futuro con la consapevolezza che la pace si costruisce anzitutto attraverso la conoscenza, il rispetto e l’amicizia tra i popoli.
(*) Giornalista
