Avs, Pd, M5S e Iv chiedono un’informativa del Governo dopo la decisione della Corte suprema Usa sui dazi, chiamando in causa direttamente la premier Giorgia Meloni. “Chiediamo a voi sovranisti, a voi patrioti: ma voi in questa guerra dove state? Dove sono le vostre parole di de-escalation? Dov’è la vostra ricetta? Ecco, davanti a queste minacce, il silenzio del nostro governo è sempre più complice, e sempre più subalterno”, ha detto il deputato di Avs, Marco Grimaldi. “L’Europa si sta preparando a reagire e a mantenere una linea di unità. L’Italia che cosa intende fare? Intende sostenere con convinzione una posizione europea comune? E ancora, questo governo intende attivare strumenti di tutela, di compensazione, per i settori più colpiti? – gli ha fatto eco il dem Vinicio Peluffo – Il governo intende accompagnare queste imprese? Oppure, per non infastidire l’amministrazione Trump, sceglierà di non esporsi? Noi non siamo per l’escalation, siamo per il negoziato, per il multilateralismo, per regole condivise, ma negoziato si fa da una posizione di forza e di unità europea. Non con la testa bassa, non con la strategia del fingersi morto e dell’opossum che finora ha fatto questo governo. La difesa dell’interesse nazionale non si proclama, si pratica. E oggi l’interesse nazionale si difende con una linea europea chiara, con il sostegno alle imprese con la capacità di dire con franchezza agli alleati che l’Italia non è terreno di conquista né variabile dipendenza delle scelte di altri. Il governo venga in aula, venga la Presidente Meloni, riferisca e si assuma la responsabilità delle proprie scelte, perché su questo tema non è in gioco una polemica di parte, ma la credibilità economica di tutto il paese”. Anche Chiara Appendino si rivolge direttamente alla premier: “La domanda che ci poniamo è: ma la sovranista Giorgia Meloni dov’è? Dove sta mentre il nostro export e Made in Italy viene massacrato? Sapete dove sta? Sta probabilmente giocando a nascondino da qualche parte a Palazzo Chigi, in quel posto bello e pieno di velluti. E siccome si nasconde, e rimane muta guardando in modo complice questo collasso, cosa fa? Manda avanti al fronte il ministro Urso. Ora, a me viene da piangere – ha attaccato – Allora noi diciamo: basta, Presidente. Ci sono tra i 130 e i 175 miliardi di dollari di rimborsi in ballo. Andate a prendere quei soldi e dateli alle nostre imprese con le stesse imprese che dall’9 aprile aspettano ancora i 25 miliardi dello scudo di Giorgia Meloni. Dove sono i 25 miliardi? Spariti, svaniti nel nulla. Proprio come le vostre promesse. E allora chiudo. Presidente Meloni, non scappi. E venga qui. Dica a Tajani e a Urso che delle favole le imprese non se ne fanno nulla, vogliono la liquidità. Si faccia carico di rinegoziare davvero con la schiena dritta, la testa alta, in Europa queste tariffe e soprattutto faccia la cosa che tutti stanno chiedendo, l’unica cosa giusta: tiri fuori il malloppo e rimborsi le aziende. Vogliamo fatti e non parole”. “La Presidente del Consiglio onori il Parlamento, venga in Aula a confrontarsi. Poi porterà avanti con la maggioranza che gli è stata data dagli elettori le sue politiche, ma almeno ci venga a dire quali sono le sue politiche, perché fino a questo momento al di là di qualche balbettio e cappelletto in mano che abbiamo visto nelle assisi internazionali, il silenzio domina nel nostro Paese e soprattutto in questo Parlamento – ha aggiunto da Iv, Roberto Giachetti – Ecco, noi vorremmo che la Presidente del Consiglio interrompesse questo silenzio, venisse in aula e ci dicesse cosa pensa di quello che è accaduto e soprattutto di quello che potrà accadere e anche di quale ruolo si intenderà svolgere in Europa”.
Dazi, Lollobrigida: “Auspichiamo chiarezza, accordi siano rispettati”
“Auspichiamo che venga fatta chiarezza rispetto ad accordi che abbiamo concluso tra Europa e Stati Uniti che riteniamo debbano essere rispettati per quelli che sono. Dobbiamo capire anche cosa avverrà nel quadro mondiale, perché evidentemente l’Europa aveva chiuso un accordo che poteva assumere un livello di vantaggio a fronte di dazi imposte ad altre aree del mondo, che erano particolarmente più elevati”. Lo afferma il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida a margine di un evento al Parlamento europeo a Bruxelles. Lo scenario di imposizione “dei dazi ‘flat’, seppur sembra limitato nel tempo, può produrre effetti diversi rispetto a quanto avevamo previsto nella fase precedente alla sentenza della Corte. Verificheremo quelli che saranno gli esiti dei chiarimenti che si stanno sviluppando in queste ore”, aggiunge.
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