Politica

Milleproroghe: via libera della Camera alla fiducia, con 177 sì e 93 no  

 

Via libera dell’Aula della Camera alla fiducia posta dal governo sul decreto Milleproroghe con 177 sì, 93 no e 3 astenuti. L’esame del provvedimento proseguirà con i voti sugli ordini del giorno e quindi il voto finale. Il Milleproroghe passerà poi al Senato. Ma anche sul Milleproroghe si innesca la polemica politica. “Pensavo fosse la dichiarazione di voto sulla fiducia, invece ho capito che è un tema libero”. Con queste parole ironiche e gli applausi dei colleghi del Pd ha aperto in Aula la sua dichiarazione di voto sul Milleproroghe Maria Cecilia Guerra, capogruppo Pd in commissione Bilancio della Camera, dichiarando il voto sfavorevole del suo gruppo. “Trascinato dall’euforia per le Olimpiadi invernali anche il governo è voluto salire sul podio: medaglia d’oro per le fiducie richieste, 108 di cui quasi 100 per decreti – ha sottolineato – eppure non siamo in una situazione di emergenza: è il Governo stesso che ci dice che va tutto bene. Il collega Maiorano di Fdi ha detto in discussione generale che per colpa delle opposizioni sono stati tagliati 50 o 100 emendamenti della maggioranza ma, a parte la confusione sui numeri, il collega dovrebbe sapere che la colpa è del loro governo che non ha mai dato il parere su quegli emendamenti. Perché non li votiamo in Aula quegli emendamenti? Perché il Governo ha messo la fiducia”. “In questo decreto ci sono molte cose che non vanno bene – ha aggiunto Guerra -, ad esempio sui Lep e la non autosufficienza. Altre che mancano e dovevano invece correggere i tanti errori del governo su Comuni montani, fondi pensione, caf, precari della Pa, ponti sul Po, tariffa sui pacchi ecc. Ma sicuramente emerge un totale disinteresse da parte del Governo per i problemi di migliaia di persone e delle loro famiglie e per le difficoltà del Mezzogiorno di cui ci si è accorti in ritardo e con misure di decontribuzione monche”. “Per tutte queste ragioni – ha concluso – non possiamo certo votare la fiducia”. Poi la repica della maggioranza con Fratelli d’Italia: “Il decreto Milleproroghe non è un semplice rinvio di scadenze né un atto meramente tecnico: è uno strumento indispensabile per garantire continuità amministrativa, stabilità normativa e certezza operativa a istituzioni, enti territoriali, imprese e cittadini”. Lo afferma Letizia Giorgianni, deputato di Fratelli d’Italia e componente della Commissione Bilancio della Camera, intervenendo in dichiarazione di voto sulla fiducia posta dal Governo. “In un ordinamento complesso come il nostro, coordinare le scadenze significa evitare vuoti normativi, contenziosi e blocchi operativi. Quando una scadenza essenziale salta, non è solo un ritardo burocratico: é Bagnoli che resta inquinato, le baraccopoli di Messina che non si toccano, i Campi Flegrei con rischio frane, con effetti immediati sulla vita quotidiana delle persone. Il provvedimento arriva in Aula dopo un lavoro approfondito in Commissione, con l’approvazione di oltre duecento emendamenti. I tempi erano noti e il confronto c’è stato ed è stato nel merito. La fiducia non chiude il dibattito, ma impedisce che il Paese resti bloccato. Il decreto interviene su ambiti concreti e operativi: sanità, personale, enti locali, piccoli comuni, fisco e lavoro. Bloccare assunzioni già autorizzate o interrompere attività in corso sarebbe stato irresponsabile. Anche sul piano fiscale non c’è improvvisazione: le proroghe accompagnano l’attuazione delle riforme e tutelano il sistema produttivo. Mentre si costruiscono riforme strutturali, Fratelli d’Italia garantisce che lo Stato continui a funzionare”, conclude Giorgianni.

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