(Red)Riprende la discussione in commissione Giustizia al Senato del ddl Zan contro l’omotransfobia e si riaccendono le polemiche tra il Pd e il presidente della commissione Andrea Ostellari, della Lega. Ostellari ha infatti fissato 170 audizioni, tra cui quelle del presidente della Regione Calabria Nino Spirlì e di Platinette, scatenando l’ira del Partito democratico. Il promotore e primo firmatario del disegno di legge, il deputato Alessandro Zan, su Twitter parla di “chiaro tentativo di impedire la discussione” e di “evidente forzatura democratica”. Una tesi sposata anche dalla senatrice dem Monica Cirinnà, prima firmataria della legge sulle unioni civili approvata nel 2016 e segretario della commissione Giustizia. “Un calendario con 170 audizioni è una presa in giro. Questa è la commissione Giustizia, non ‘casa Ostellari’. Ormai il tentativo di affossare il testo in commissione è evidente, andiamo presto in aula senza relatore con la dichiarazione d’urgenza”. Ma Ostellari non ci sta e, tramite un post pubblicato sul proprio profilo Facebook, contrattacca: “Chi ha paura del confronto? Noi no, e siamo pronti a discutere con lealtà di ddl Zan e della proposta del centrodestra – spiega il presidente della commissione -, per tutelare tutte le vittime di discriminazioni e violenza. Giovedì iniziamo con le prime audizioni, che saranno 170 in tutto. Senza confronto non c’è democrazia”.
“Le audizioni richieste sono 170, e quasi tutte di organizzazioni religiose o sedicenti tali. Questo Paese si chiama Italia, è un Paese laico e democratico dell’Europa occidentale. Ora basta. Andiamo in Aula con l’art. Il Movimento 5 Stelle è pronto”. Lo ha scritto Alessandra Maiorino, senatrice M5S, co-autrice del ddl Zan, su Facebook.
