Economia e Lavoro

Desertificazione commerciale, ecco il Dossier realizzato dalla Confesercenti/3

High Street Shops closing down with shutters closed, decline in shopping in Wales, United Kingdom

Il governo e la programmazione urbana e territoriale costituiscono dimensioni sempre più centrali nel determinare l’assetto delle città, dove si assiste ad una sofferenza e ad una continua riduzione della densità delle attività commerciali che si è trasformata, in molti casi, in un fenomeno di desertificazione.

Confesercenti Nazionale ha affidato all’Istituto di ricerca economico e sociale EURES l’incarico di realizzare un articolato contributo di riflessione grazie alla raccolta delle esperienze, delle visioni e delle valutazioni di un ampio panel di Sindaci e Assessori con delega alle attività commerciali di piccoli, medi e grandi comuni italiani, distribuiti nelle tre macro-aree geografiche del Paese, per riflettere sullo stato attuale, sui mutamenti intervenuti negli ultimi anni e, soprattutto, sulle prospettive prefigurate per il commercio al dettaglio, nei territori di loro competenza.

Il ruolo del commercio di prossimità nella qualità della vita e nello sviluppo economico locale. Il commercio di prossimità ha da sempre svolto un ruolo fondamentale nel tessuto economico e sociale delle città italiane. Tale importante funzione risulta unilateralmente riconosciuta da tutti i Sindaci/Assessori intervistati. Negozi di vicinato, mercati locali e botteghe storiche non solo forniscono beni e servizi essenziali ai cittadini, ma contribuiscono anche a mantenere vivo il legame sociale e culturale tra le comunità.

I partecipanti, infatti, evidenziano l’importante ruolo sociale che il commercio di prossimità esercita sulla vita della comunità. Secondo loro, le attività commerciali presidiano il territorio con le loro vetrine, offrendo una visione di città attiva, popolata e più sicura. Ancora, rappresentano presidi sociali reali, creano valore; contribuiscono a preservare l’idea di Koinè ed Agorà, delle piazze e delle strade come spazi comuni vissuti e elementi identitari per la comunità. Se il tessuto commerciale è forte, non c’è spazio per situazioni di degrado persistenti. Molti amministratori hanno affermato che questi spazi risultano essenziali, soprattutto nei quartieri residenziali e nei centri storici, in quanto spesso sono l’unico punto di contatto per la popolazione, soprattutto anziana. Le piccole attività impegnate nel commercio hanno inoltre un impatto positivo sul turismo e conseguentemente sull’occupazione locale, ancor di più se valorizzano prodotti e servizi locali. Il classico negozio e la piccola boutique è sempre un polo di attrazione, la cartolina che la città offre ai visitatori. Infatti, il turista, soprattutto straniero, è sempre alla ricerca del prodotto locale, della tradizione e del Made in Italy, tema su cui sono incentrate, infatti, molte politiche nazionali. I piccoli negozi sono visti come parte del tessuto culturale della città, e offrono oltre che semplici prodotti di qualità, anche autentiche esperienze di acquisto.

Il ruolo effettivo e potenziale della politica. Le piccole imprese del commercio rappresentano inoltre un importante canale per la promozione delle produzioni locali e dei prodotti a chilometro zero e contribuiscono alla sostenibilità e alla valorizzazione del territorio. Diverse amministrazioni locali hanno adottato politiche volte a promuovere e sostenere i negozi di vicinato, come sgravi fiscali, incentivi per la digitalizzazione e la creazione di hub urbani.

Per quanto riguarda le azioni possibili che l’Amministrazione Comunale può mettere in campo per sostenere il commercio al dettaglio, i Sindaci/Assessori intervistati si dividono sostanzialmente in due gruppi. Uno vede lo spazio dell’azione politica estremamente limitato e non sufficiente a contrastare le tendenze del mercato libero, l’altro crede invece che la politica, locale e nazionale, possa fare da guida tramite i suoi interventi. In questo secondo caso, alcuni amministratori intervistati propongono, hanno proposto o intendono proporre iniziative per creare una piattaforma di e-commerce in cui le attività locali possano mettere in mostra la propria vetrina, favorendo la cooperazione, ma allo stesso tempo la competitività, delle imprese locali.

Resta in ogni caso forte il richiamo alle Istituzioni nazionali affinché, nelle politiche fiscali, sostengano maggiormente il commercio di vicinato, attuando sgravi e agevolazioni fiscali, tenendo conto delle numerose difficoltà che incontrano i piccoli commercianti, ma anche e soprattutto della grande risorsa che questi rappresentano per il territorio.

Il futuro del commercio nei prossimi 5-10 anni. Per quanto riguarda il prossimo futuro, gli amministratori locali sono ben consapevoli che tanto dipenderà dall’andamento del mercato e dalle politiche nazionali ed europee.

Fondamentale in questo senso, è riuscire a bilanciare correttamente l’offerta tra residenti e turisti: gli amministratori intervistati (soprattutto dei comuni con alto indice di turisticità) precisano che è sui primi che ci si deve soffermare maggiormente, perché spesso i distretti commerciali rivolti esclusivamente ai turisti, seppur economicamente floridi, hanno interamente perso ogni altra funzione sociale e frequentemente diventano luoghi di impoverimento sociale e culturale, oltre che di degrado.

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