Roma Capitale

Desideri (PPI): “Anche Gualtieri, come Renato Zero, ha la sua ‘Favola Mia’: si chiama Tevere”

Consultando l’elenco degli interventi ipotizzati dalla Giunta Gualtieri per la rigenerazione del fiume Tevere, è difficile non pensare alla celebre canzone di Renato Zero del 1978: “La favola mia”.

Anche il Sindaco di Roma sembra aver costruito la propria narrazione ideale, fatta di visioni futuristiche e buone intenzioni, che però – almeno per ora – somigliano più a una favola che a un piano concreto.

Durante la presentazione del Piano Strategico e Operativo per il Tevere, la Giunta Gualtieri ha illustrato un lungo e articolato elenco di interventi che spaziano dalla rigenerazione urbana alla valorizzazione ambientale, dalla creazione di parchi e spazi pubblici alla realizzazione di nuovi ponti ciclopedonali.

Tra gli interventi previsti:

  • Il recupero della ex Fornace Marianiper attività culturali e sociali;
  • La riqualificazione di Piazza Mancini;
  • La nuova configurazione di Piazza Bocca della Verità, con pedonalizzazioni e terrazze panoramiche;
  • Il recupero dell’ex Arsenale Pontificio, destinato a sede della Quadriennale di Roma;
  • La realizzazione del Parco Papareschie nuovi studentati nell’ex Mira Lanza;
  • L’istituzione di nuovi parchi fluvialie la costruzione di diversi ponti ciclopedonali;
  • Il potenziamento di parchi già esistenti come il Parco del Dragoe le connessioni ecologiche verso il mare, fino a Ostia.

Tanti titoli suggestivi, pochi cantieri concreti.

“A leggere l’elenco, sembra di sfogliare un catalogo ideale di trasformazioni urbane – ha detto Fabio Desideri, segretario politico di Pensiero Popolare Italiano – dove ogni quartiere ha la sua promessa, ogni sponda del Tevere il suo progetto, ogni angolo della città la sua riqualificazione annunciata. Ma a ben guardare, dietro questa narrazione affascinante, si cela una realtà ben più opaca: gran parte di questi interventi esistono solo sulla carta”.

Ad oggi, solo una minima parte delle opere annunciate risulta effettivamente finanziata, mentre della maggioranza si conoscono pochi dettagli progettuali, non sono note le fonti di finanziamento né le tempistiche di realizzazione. I cantieri veri e propri sono pochi, e spesso in ritardo.

“Questa sproporzione tra l’ambizione dei titoli e la concretezza degli interventi evidenzia – ha aggiunto Desideri – un approccio comunicativo molto distante da una vera programmazione amministrativa. Più che un piano operativo, sembra un’operazione di immagine: un racconto ben confezionato, pensato per accendere l’entusiasmo dell’elettorato, ma con poche basi per trasformarsi in risultati tangibili”.

Una favola… elettorale?

A poco più di un anno e mezzo dalla fine del mandato, è lecito chiedersi se ci siano davvero i tempi (e le risorse) per avviare – e concludere – progetti così vasti e complessi. Il rischio concreto è che queste promesse rimangano annunci buoni solo per la campagna elettorale, destinati a dissolversi come molte altre promesse del passato.

” Del resto, l’esperienza recente con le opere del PNRR e del Giubileo ha già evidenziato – ha sottolineato il segretario Desideri – le difficoltà della Giunta Gualtieri nel portare avanti gli appalti, nel monitorare i lavori e nel chiudere i cantieri nei tempi previsti. Roma continua a fare i conti con ritardi, varianti, cantieri a rilento e risultati spesso inferiori alle attese”.

Anche sul Tevere, dunque, il rischio è che tutto resti nel libro dei sogni. Come canta Renato Zero“questa è la favola mia”. Una favola, però, che i cittadini di Roma non possono più permettersi. Perché non c’è bisogno di altre visioni fumose, ma di progetti concreti, tempi certi e opere che si vedano e si vivano davvero.

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