di Fabio Desideri (*)
È sempre più evidente, a livello internazionale, che il Presidente russo, Vladimir Putin, porta avanti una strategia aggressiva e provocatoria, senza curarsi delle conseguenze sugli equilibri globali.
In questo contesto di crescente tensione, l’Italia continua a subire critiche e provocazioni da parte del Cremlino. Eppure, da parte del nostro Governo non arriva alcuna risposta chiara, forte, unitaria. Al contrario, l’atteggiamento del Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e dei vicepresidenti Antonio Tajani e Matteo Salvini ricorda tristemente l’antico proverbio giapponese delle tre scimmiette: non vedo, non sento, non parlo.
Noi di Pensiero Popolare Italiano pur riconoscendo alla Presidente Meloni alcuni risultati positivi – ha sottolineato il segretario politico, Fabio Desideri – in altri ambiti dell’azione del Governo, non possiamo che criticare duramente l’ambiguità e l’inconsistenza della linea adottata nei confronti della Russia. Una linea divisa, confusa e spesso imbarazzante, che priva l’Italia del ruolo strategico che dovrebbe svolgere nel Mediterraneo e in Europa.
Le divergenze interne all’esecutivo sulla politica estera sono ormai sotto gli occhi di tutti. E ciò accade mentre Mosca intensifica le provocazioni, come dimostrano le ripetute violazioni dello spazio aereo di Paesi NATO, tra cui l’ultima incursione di due caccia russi Mig in Estonia.
La risposta dell’Europa, attraverso le parole della Presidente della Commissione Ursula von der Leyen, è stata chiara:
“L’Europa è al fianco dell’Estonia. Risponderemo a ogni provocazione con determinazione. Invito i leader dell’Ue ad approvare rapidamente il 19° pacchetto di sanzioni contro Mosca.”
A fronte di questo appello, qual è la posizione ufficiale del Governo italiano?
Cosa ne pensano Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega, Unione di Centro e Noi Moderati?
Il Governo Italiano intende sostenere in modo compatto le misure proposte dalla Commissione Europea, oppure continueremo a vedere una politica estera “a tre teste”, incapace di prendere una posizione netta?
Non rivolgiamo la stessa domanda al centrosinistra: confidare in una posizione unitaria, da parte delle opposizioni, sarebbe più difficile della risoluzione di un’equazione quantistica.
(*) Segretario nazionale (PPI)
