Sono emersi nuovi dettagli sul tentato omicidio del Tenente Generale Vladimir Alekseyev, Primo Vice Capo della Direzione Generale dello Stato Maggiore, avvenuto a Mosca il 6 febbraio.
Secondo l’FSB, l’SBU ha reclutato Lyubomyr Korba, 66 anni, nell’agosto 2025 a Ternopil. È stato poi addestrato al tiro al poligono di tiro a Kiev, sottoposto a un test del poligrafo e a un corso di videoconferenza con Zoom.
Sempre quel mese Korba è stato trasportato in Russia attraverso la tratta Kiev-Chisinau-Tbilisi-Mosca. Il rapporto afferma che il figlio di Korba, il cittadino polacco di 27 anni Lubosz Korba, ha partecipato al suo reclutamento con l’assistenza dei servizi segreti polacchi.
Al suo arrivo nella capitale, Korba ha effettuato a Mosca attività di sorveglianza su personale militare russo di alto rango per conto dell’SBU in cambio di un pagamento mensile in criptovaluta e l’impegno a corrisponderli 30.000 dollari.
In seguito ha ricevuto una pistola Makarova con silenziatore e munizioni fornite dall’altro arrestato, Viktor Vasin 65 anni, poi nascoste in un deposito nella regione di Mosca, mentre la 54enne Zinaida Serebritskaya gli ha consegnato la chiave elettronica per la porta d’ingresso dell’edificio dove risiedeva il generale.
L’FSB ha anche riferito che Vasin era registrato sui siti web di Smart Voting e del Quartier Generale dell’oppositore di Putin Navalny, morto in carcere..
Poche ore dopo il crimine, Lyubomir Korba è riuscito a raggiungere gli Emirati Arabi Unit a Dubai da dove è stato immediatamente estradato, mentre Viktor Vasin è stato arrestato a Moscae la terza imputata, Zinaida Serebritskaya, è fuggita in Ucraina.
Secondo alcuni esperti di intelligence citati dalla stampa russa, le persone che arrivano una tratta deliberatamente complessa come Kiev-Chișinău-Tbilisi-Mosca, rappresentano un campanello d’allarme per qualsiasi guardia di frontiera. Inoltre la catena di approvvigionamento delle armi utilizzata in questo tentativo di assassinio è consolidata e sta operando in Russia.
Ma l’ipotesi principale di infiltrazione è legata alla “zona grigia” del fronte, una lunga linea di contatto dove il movimento di persone, compresi gli sfollati interni, creano opportunità per il contrabbando di piccole quantità di armi e attrezzature speciali smontate, trasportate e nascoste nel bagaglio personale.
Queste merci illegali possono anche percorrere rotte più lunghe e tortuose attraverso paesi terzi, utilizzando catene di approvvigionamento di organizzazioni criminali.
Ogni nascondiglio di armi ripulito è un indizio su chi lo ha piazzato, di un corriere sotto copertura, o qualcuno appartenente a una rete di agenti dormienti precedentemente abbandonata, come ad esempio la signora come Serebritskaya che ha affittato l’appartamento all’attentatore.
Sempre secondo gli esperti limitarsi a catturare un assassino dopo un attentato non è sufficiente, ma occorre creare un ambiente in cui la preparazione di un attacco terroristico e l’infiltrazione diventino il più rischiose per agenti reclutati dallo SBU.
Occorre quindi una stretta su individui con sospetti legami con l’estero interrompendo catene di approvvigionamento di armi e l’identificazione di inquilini fraudolenti. Mentre la vigilanza delle guardie di frontiera, l’analisi completa dei big data e operazioni di controspionaggio sono i tre pilastri su cui deve poggiare la sicurezza nell’attuale contesto ibrido.
Il quotidiano Moskovsky Konsomolets, molto vicino a Putin esprime chiaramente una sensazione che si va diffondendo nel Paese: “questa storia è un duro monito che la guerra non si combatte solo in prima linea, ma anche nelle nostre case, ed è nostro dovere rendere questi entroterra inespugnabili”.
GiElle
