La presidente dell’Ufficio parlamentare di bilancio (Upb), Lilia Cavallari, ha comunicato ai presidenti del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati la validazione del quadro macroeconomico tendenziale del Documento di finanza pubblica (Dfp) 2026 che il Mef ha elaborato recependo i rilevi trasmessi dall’Upb il 26 marzo scorso su una precedente versione. L’Upb sottolinea che il quadro macroeconomico è stato validato “sulla base delle informazioni in quel momento disponibili, sia per quanto attiene agli sviluppi economici e geopolitici del contesto internazionale sia con riferimento alla congiuntura dell’economia italiana. Lo scenario internazionale è esposto a fortissimi rischi e le previsioni potrebbero essere riviste, anche in misura significativa, nell’arco di un breve intervallo di tempo”. “Tale quadro – spiega l’Upb – è ricompreso in un intervallo accettabile relativamente alle principali variabili macroeconomiche”. “L’intervallo delle valutazioni dell’Upb è definito sulla base di un esercizio previsivo che, come di consueto, ha coinvolto, oltre allo stesso Upb, gli istituti (Cer, Prometeia, Ref-Ricerche, Oxford Economics) che compongono il suo panel dei previsori. Inoltre, al fine di assicurare un confronto quanto più omogeneo possibile con il Qmt del Mef, le previsioni del panel Upb, inclusive di quelle dell’Upb, sono state formulate sulla base delle stesse ipotesi sulle esogene internazionali adottate dal Mef”.
“La previsione del Pil nello scenario del Mef, che incorpora l’impulso proveniente dai programmi di investimento previsti nel Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) – spiega l’Upb – ricade all’interno dell’intervallo definito dal panel Upb in tutti gli anni delle proiezioni, salvo che nell’ultimo, quando comunque lo oltrepassa in misura marginale. Nel Qmt l’aumento cumulato del PIL tra il 2026 e il 2029, pari a 2,8 punti percentuali, si colloca tra la mediana e il limite superiore dei valori del panel”.
