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Dl fisco: Anci, ok rottamazione cartelle Comuni, ma poco tempo per deliberare

Con una modifica introdotta nel cd. Decreto fiscale (dl 33/2026, art. 10-quinquies), il Senato ha approvato una norma che permette agli enti territoriali di effettuare la definizione agevolata dei crediti affidati dell’Agenzia delle entrate per la riscossione.

La norma, che dovrebbe essere convertita in legge la prossima settimana, introduce una forma specifica di definizione agevolata dei crediti a ruolo, rimandando anche alla disciplina della cd rottamazione-quinquies, alla quale i Comuni potranno aderire con delibera da comunicare entro il 30 giugno 2026, con riferimento a tutti i crediti affidati a AdE-R tra il 2000 e il 2023 (senza quindi poter selezionare per tipologia o periodo temporale).

“Una saggia decisione del Parlamento e del Governo, presa anche con il contributo dell’ANCI”, dichiara il delegato Anci alla Finanza locale e presidente IFEL Alessandro Canelli, sindaco di Novara, “che va però perfezionata per consentire anche ai comuni che vanno al voto in questi giorni di poter deliberare”. Il termine del 30 giugno, infatti, appare troppo ravvicinato con riferimento ai circa 980 Comuni che stanno rinnovando i consigli comunali nel corso del mese di maggio. “È auspicabile che, almeno per questi enti, si permetta di posporre il termine al 31 luglio 2026” conclude Canelli.

La modifica elimina una evidente disparità di trattamento – evidenziata dall’ANCI fin dall’esame della legge di bilancio – in base alla quale lo stesso tipo di crediti (accertamenti fiscali, recuperi di tariffe non pagate, multe stradali) non potevano essere oggetto di definizione agevolata se affidati all’Agenzia delle entrate, privando molti Comuni (e la stessa Agenzia) di uno strumento utile a smaltire crediti pregressi e diminuire i costi di gestione.

La rottamazione locale comporta l’obbligo di pagamento della sola quota iscritta a ruolo, senza interessi, sanzioni e oneri di riscossione, salvo i costi di procedura. Nel caso dei carichi a ruolo composti da sole sanzioni, oltre agli interessi sono anche abbattute le maggiorazioni, come ad esempio l’incremento semestrale applicabile alle sanzioni per violazioni del codice della strada.

Si tratta di uno strumento facoltativo a disposizione dei Comuni, che potranno utilizzarlo, sulla base di valutazioni tecniche e di opportunità, per concentrare le risorse umane e materiali sul rafforzamento dei controlli e il miglioramento della gestione delle entrate.

Tra gli emendamenti approvati dal Senato figura anche una importante modifica della disciplina dell’Imposta provinciale di trascrizione (art. 10-bis), uno dei principali tributi delle Città metropolitane e delle Province. La novità risiede nella più appropriata considerazione, ai fini del pagamento dell’imposta, della sede di riferimento delle compagnie di leasing e noleggio auto. La norma impone finalmente che il pagamento sia orientato alla Città metropolitana o Provincia ove le compagnie hanno la propria principale sede operativa, in luogo della sede legale. Viene così arginato il diffuso fenomeno di collocazione artificiosa delle sedi legali in alcune aree a bassa tassazione, con evidente snaturamento della natura locale del prelievo. Sono inoltre meglio disciplinati i casi di operatori esteri ed è sancito in modo univoco il diritto di accesso gratuito ai dati a fini di controllo degli enti titolari del tributo.

La norma è di immediata efficacia ed è frutto di una lunga concertazione tra Anci, UPI e Governo, nell’ambito della definizione del decreto legislativo di attuazione della delega fiscale sugli enti territoriali, che è tuttora all’esame del Parlamento.

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