di Giuliano Longo (*)
Nigel Farage è uno dei più prolifici creatore difallimenti politici della storia moderna britannica. In tre delle cinque elezioni negli ultimi 20 anni sotto i vari banner del partito, nessuno dei suoincandidati ha ottenuto un solo seggio – e alla fine è entrato a Westminster nel 2024 solodopo aver fallito in sette tentativi precedenti.
Ma le elezioni locali in tutta l’Inghilterra, così come i voti parlamentari in Galles e Scozia, questa settimana hanno confermato che il suo partito Reform UK è ora una forza elettorale innegabilmente potente.
La domanda è se può rinnovare questo successo alle elezioni politiche raggiungendo una maggioranzaa Westminster. “C’è uno storico cambiamento nella politica britannica che si sta svolgendo”, ha detto Farage ai giornalisti venerdì. “Penso che il meglio debba ancora venire”.
Indubbiamente le sue speranze di vittoria derivano dal fatto che la politica britannica è ora più frammentata di quanto non sia mai stata, con alti livelli di volatilità e d elettori che passano da un partito all’altro rendendo i risultati molto meno prevedibili di un tempo.
Ma Venerdì sera il partito di Farage aveva guadagnato più di 1.200 seggi dei consigli locali mentre . I vecchi partiti dell’establishment – laburisti e conservatori, che hanno dominato la politica britannica nel secolo scorso – ne hanno persi più di di 1.500.
Se una volta I cavalli in corsa erano solo due-consevatori e laburisti – ieri ne erano scesi in campo 5 – Labour, Tories, Reform UK, liberaldemocratici e il Partito dei Verdi oltre allo Scottish National Party e il Plaid Cymru in Galles.
Quando la politica britannica era un testa a testa, i capi dei partiti potevano permettersi il lusso di condurre campagne non sempre efficienti, quello che contava era ottenere decine di migliaia di voti nei seggi “sicuri”.
Ma ora, accanto a un esercito di consiglier, Reform UK ha i legislatori gallesi e scozzesi appena eletti, oltre a un’adesione al partito in rapida crescita. Il partito conta più di 270.000 membri – più del Labour, che negli ultimi mesi è crollato a 250.000.
Farage è consapevole di questa situazione e promette di professionalizzare il suo partito affermando che i risultati elettorali dimostano che I suoi sforzi stanno funzionando. “Tutto dimostra che nel corso degli ultimi due anni, da quando abbiamo fatto quella svolta nelle elezioni politiche, abbiamo professionalizzato il partito. Lo abbiamo fatto a un ritmo molto, molto rapido”.
E’ pur vero che I risultati elettorali locali non sono sempre una buona guida per le elezioni generali che avverranno fra 3 anni mentre, ma tempi sono lunghi, e i sondaggi di opinione diventano sempre meno affidabili.
Un sondaggio YouGov di settembre ha mostrato che anche se i britannici generalmente pensavano che Farage avrebbe condizionato l’agenda elettorale, non pensavano che avrebbe fatto un buon lavoro nel gestire il paese. Solo il 24% ha detto che avrebbe governato bene contro il49% che pensava il contrario.
Sebbene il Regno Unito non elegga un presidente, per decenni molti elettori basano le loro decisioni su chi vogliono nel n. 10 di Downing Street o, al contrario, su chi vogliono tenercelo lontano.
Anche sull’economia, la reputazione di Reform lascia spazio ai dubbiosi. Il 4 maggio You Gov ha scoperto che solo l’11% degli elettori pensava che il partito di Farage fosse il migliore nel gestire l’economia, rispetto al 15% per il Labour e al 19% per i conservatori.
Ma in UK la politica sta cambiando è ciò che ha influenzato il passato non è detto influenzi anche il futuro, come Farage ha già dimostrato, .
La grande vittoria per iTories di Boris Johnson nel 2019 ha lasciato il posto a una maggioranza schiacciante laburista di 174 seggi nel 2024. E ora, per il secondo anno consecutivo, Reform UK ha preso d’assalto i consigli di amministrazione nelle elezioni, il che significa che milioni di elettori hanno votato isuoi candidati di Farage.
Ci sono altre domande di qui alle elezioni politiche del 2029 . La prima è se Starmer ruiscirà a mantenere la poltrona di premier.
I fedelissimi di Starmer fanno sapere sapere che farà un importante discorso di “rilancio” politico lunedì rivolgendosi – anzichè agli elettori – ai mercati finanziari, nella speranza che la minaccia di una ulteriore instabilità politica — che sta già ha già facendo salire il premio sul debito pubblico – possa scoraggiare una sorta di colpo di stato interno al Labour.
Insomma la paura dei Mercati fa 40 anche nel Labour
Ma il percorso che Starmer dovrà seguire è complicato dalle rivalità interne: figure come il Ministro della Salute Wes Streeting e l’ex membro del gabinetto Angela Rayner sono considerate potenziali successori.
E non è detto che la sinistra di Corbin e I Giovani Laburisti che lo seguemo, non ricomincino a scalpitare, magari con il sostegno di qualche Union insoddisfatta dalla politica economica e sociale di Starmer.
Comunque c’è tempo per verificare se Starmer resterà in sella o meno, ma, si sa, gli inglesi sono grandi scommettitori e Polymarket attualmente attribuisce al Primo Ministro solo il 40% di probabilità di sopravvivere politicamente fino alla fine dell’anno.
(*) Analista geopolitico ed esperto di politica internazionale
