Cronaca

Dopo la Liguria, terremoto giudiziario anche a Venezia. Indagato il Sindaco Brugnaro, arrestato un assessore

Il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, è indagato nell’ambito dell’indagine che ha portato oggi all’arresto, tra gli altri, dell’assessore comunale alla Mobilità, Renato Boraso. Oltre a Brugnaro, sono indagati anche il capo di Gabinetto del sindaco e direttore generale del Comune, Morris Ceron, il vicecapo di Gabinetto, Derek Donadini. La vicenda che coinvolge Brugnaro riguarderebbe le trattative di vendita all’imprenditore Chiat Kwong Ching, di Singapore, dell’area dei “Pili” che si affaccia sulla laguna di Venezia. Gli accertamenti riguardano il blind trust che gestisce il patrimonio di Brugnaro. “Sono esterrefatto! In cuor mio ed in coscienza, so di aver sempre svolto e di continuare a svolgere l’incarico di sindaco come un servizio alla comunità, gratuitamente, anteponendo sempre gli interessi pubblici”. Lo afferma in una una nota il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro, “a seguito – spiega – della ricezione di un avviso di garanzia”.  E nel merito dell’indagine aggiunge: “L’ipotesi che io abbia potuto agire sui Pili per portare vantaggi in termini di edificabilità e/o varianti urbanistiche è totalmente infondata.  Com’è noto, ed ho spiegato pubblicamente, quella è un’area già edificabile da prima della mia amministrazione”. L’abitazione di Boraso è stata inoltre sottoposta a perquisizione. Nell’inchiesta sono coinvolte 18 persone, a vario titolo, e le misure cautelari eseguite sono una decina.  La vicenda dei Pili è balzata agli onori delle cronache da mesi, e non solo per l’attenzione di magistratura e forze dell’ordine. A dicembre scorso (2023), la trasmissione Report aveva sollevato il polverone con un servizio dedicato proprio alla trattativa di vendita dell’area.  Il programma condotto da Sigfrido Ranucci aveva raccolto la testimonianza dell’imprenditore Claudio Vanin, che “aveva raccontato di un incontro tra Brugnaro e il magnate cinese Ching Chiat Kwong, avvenuto all’inizio del 2018 – si legge sul sito del programma televisivo – , in cui i due dovevano solo stringersi la mano e sancire definitivamente gli accordi per l’operazione dei Pili, i terreni che Brugnaro aveva comprato all’asta nel 2005 a prezzi di saldo e sui cui aveva promesso non avrebbe fatto nulla da Sindaco in carica. Invece, subito dopo essere stato eletto, Brugnaro imbastisce un grosso affare con il magnate cinese Kwong, pronto a pagarli fino a 150 milioni di euro per un’operazione immobiliare da quasi 2 miliardi. Ebbene, in quell’incontro del 2018, racconta Vanin, Brugnaro avrebbe preteso da Kwong 10 milioni di euro a fondo perduto a garanzia dell’operazione, che fosse poi andata in porto o meno. Una richiesta mai avanzata prima e non giustificata”. Non c’è solo la vicenda Pili a tenere banco. Secondo l’accusa, Boraso, che nella precedente legislatura Brugnaro ricopriva l’incarico di assessore al Patrimonio, avrebbe svalutato Palazzo Papadopoli, facendo scendere il valore da 14 a 10 milioni di euro, a vantaggio di Ching Chiat Kwong, lo stesso imprenditore interessato all’acquisto anche dell’area dei Pili. In cambio avrebbe incassato 73.200 eurosotto forma di consulenza alla società Stella Consulting di proprietà di Boraso e della moglie. “Consulenza mai eseguita”, è la tesi degli inquirenti. Riflettori degli inquirenti anche sull’operazione Park 4.0: un parcheggio nei pressi dell’aeroporto Marco Polo. Nell’operazione, risalente al 2015, avrebbe incassato 80 mila euro dall’imprenditore Nievo Benetazzo in canbio di una modifica del piano regolatore e spinto per realizzare l’opera.

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