Economia e Lavoro

Dopo Trump anche la Cina mette i dazi. Penalità fino al 42,7% sui prodotti lattiero caseari

La Cina,  ha deciso, come annunciato dal Ministero del Commercio, l’imposizione di dazi provvisori che vanno dal 21,9% al 42,7% sulle importazioni di una serie di prodotti lattiero-caseari originari dell’Unione Europea. Questa decisione fa seguito ai risultati di un’indagine preliminare secondo cui i sussidi ricevuti per questi prodotti europei hanno causato “danni sostanziali” all’industria lattiero-casearia cinese.Dall’Ue immediata la reazione della Commissione: “È con preoccupazione che la Commissione europea prende atto dell’annuncio della Cina di istituire dazi compensativi provvisori sulle importazioni di prodotti lattiero-caseari dall’Unione europea. La Commissione ritiene che l’inchiesta si basi su accuse discutibili e prove insufficienti e che le misure siano pertanto ingiustificate e immotivate”. Lo ha affermato a nome della Commissione il portavoce per il Commercio, Olof Gill, durante il briefing quotidiano per la stampa dell’Esecutivo Ue.

“La Commissione – ha riferito Gill – sta ora esaminando la decisione preliminare e presenterà le sue osservazioni alle autorità cinesi.Il termine per la conclusione dell’inchiesta e l’eventuale imposizione di misure definitive è il 21 febbraio del prossimo anno. La Commissione – ha continuato il portavoce -valuterà tutte le informazioni disponibili in base alla conformità alle norme dell’Organizzazione mondiale del Commercio”.

“Stiamo facendo tutto il necessario – ha aggiunto Gill – per difendere gli agricoltori e gli esportatori dell’Ue, nonché la Politica agricola comune, dall’uso scorretto da parte della Cina di strumenti di difesa commerciale. La Commissione ha già preso provvedimenti presso l’Organizzazione mondiale del Commercio contro l’avvio di questa indagine sui prodotti lattiero-caseari da parte della Cina. Come sempre, la Commissione adotterà tutte le misure necessarie per difendere i diritti dei produttori europei”. Rispondendo poi alle domande dei giornalisti riguardo alle più ampie discussioni commerciali in corso con Pechino, il portavoce ha osservato che “il rapporto generale tra Ue e Cina è complesso e articolato”, e se c’è questo “sviluppo molto negativo” con i dazi annunciati oggi, “d’altra parte, nelle ultime settimane abbiamo iniziato a vedere un potenziale positivo per un impegno sui prezzi nel settore dei veicoli elettrici a batteria” per i quali l’Ue, dalla fine del 2024 ha imposto dazi compensativi alle importazioni dalla Cina dopo un’indagine anti sovvenzioni.

Quindi, ha assicurato, “restiamo impegnati a rafforzare le relazioni commerciali, economiche e di investimenti tra l’Ue e la Cina per un reciproco vantaggio. Ma affinché ciò accada in modo significativo – ha avvertito Gill -, c’è una serie di questioni e preoccupazioni che l’Unione europea ha da molti mesi e anni, e che vorremmo la Cina affrontasse: in termini di sovraccapacità, di uso scorretto degli strumenti commerciali, di deficit commerciale e così via. Perciò, ci aspettiamo che la Cina adotti misure significative su queste questioni, per aprire la possibilità di far avanzare positivamente la nostra relazione complessiva”, ha concluso il portavoce. Durissima la reazione della Coldiretti: “Il valore dell’export di formaggi italiani in Cina è triplicato negli ultimi 5 anni e la mossa di Pechino di mettere dazi sui prodotti lattiero caseari europei rischia di pesare sulle potenzialità di crescita del settore sul mercato asiatico, ennesimo episodio di una guerra commerciale che sta danneggiando il settore agroalimentare. E’ quanto affermano Coldiretti e Filiera Italia in merito all’annuncio del Governo cinese di imporre dei dazi che potrebbero arrivare fino al 52% per i prodotti freschi importati dall’Unione Europea.  Le vendite di formaggi italiani in Cina hanno raggiunto nel 2024 un valore di 71 milioni di euro, con un aumento del 207% rispetto al 2020, secondo l’analisi Coldiretti su dati Istat. Se i numeri sono ancora limitati, il percorso di crescita degli ultimi anni evidenzia le potenzialità del mercato cinese, che non è autosufficiente dal punto di vista del lattiero caseario e che sembra sempre più interessato al segmento dell’alta qualità, a partire dai formaggi freschi, dove il Made in Italy può essere protagonista. I formaggi sono il secondo prodotto agroalimentare italiano esportato in Cina dopo il vino, con l’export di cibo tricolore che ha superato nel 2024 i 600 milioni di euro in valore”.

Red

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